venerdì 22 maggio 2009

Quarto e quinto potere

Sulla prima pagina del Corriere della Sera di ieri, Franco Venturini, parlando di Ahmadinejad e delle ultime vicende diplomatiche che hanno coinvolto (ahimè) anche la diplomazia italiana, ha scritto: “… un provocatore a tempo pieno che tenta di bilanciare il disastro dell’economia iraniana distribuendo a piene mani l’oppio dell’ipernazionalismo e l’odio verso Israele.”
Questa frase mi ha subito fatto pensare a questioni più vicine e casalinghe. All’uso continuo dei proclami roboanti, delle provocazioni a ogni occasione, dei violenti attacchi verbali, anche personali, delle azioni concrete di delegittimazione e destrutturazione delle istituzioni e del tessuto sociale italiano.

Durante la puntata di ieri di Annozero, Vauro ha disegnato una vignetta di commento alla nota affermazione: “giustizia a orologeria”.
Un magistrato togato guarda il suo orologio da polso e dice: “in effetti, ne combina una al minuto”.
La platea ha riso e applaudito, i politici di destra presenti, non hanno riso perché forse non l’hanno capita.

Qualche giorno fa, un autorevole istituto internazionale che si occupa d’informazione, ha definito l’Italia, un paese “semi libero”. Per informarsi bisogna ricorrere alla stampa straniera. Per guardarsi dentro bisogna vedersi da fuori! Internet è un luogo dove cercare l’informazione e vi si possono trovare articoli scritti per giornali africani, americani ed europei che parlano di come siamo diventati un paese razzista e come non tutti gli italiani sono d’accordo. Si legge di quel marinaio che definisce “infame” l’ordine ricevuto o di quei medici che non vogliono diventare delatori.
A proposito, nei nostri centri professionali, frequentatissimi dai giovani stranieri, come ci comporteremo noi, che della multiculturalità, dell’accoglienza e dell’ascolto abbiamo fatto la nostra bandiera, quando sarà tempo di iscrizioni? Qualche media ne parlerà o saremo costretti a sfogliare le rassegne stampa estere e cercare sui canali satellitari?

Per esempio la vicenda del Dal Molin di Vicenza è sconosciuta ai più. Eppure si tratta di una questione che attiene alla politica estera, agli equilibri mondiali, all’ambiente e ai diritti dei cittadini. In sostanza, ci riguarda tutti.
Una delegazione di cittadini di Vicenza è stata ricevuta al Congresso di Washington, è stato fatto un referendum, è in corso una mobilitazione da due anni, sono state fatte centinaia di manifestazioni dimostrative e informative, tutto ignorato dalla maggioranza dei media.
Qual è il loro lavoro, la loro mission? Se internet li renderà obsoleti, non sarà una fatalità.
Il canale satellitare Current, il 18 maggio scorso ha dedicato a Vicenza una trasmissione.
http://current.com/search.htm?q=vicenza+&loc=false&x=55&y=15&s=on&v=on

Per saperne di più.
http://www.nodalmolin.it/
http://presidiopermanente.noblogs.org/



Più informazione per tutti!!!

Nessun commento:

Posta un commento