
Questa destra ha dimostrato di saper imparare dai suoi errori, adesso, dopo aver diviso il fronte sindacale, ritorna all'attacco dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
La Legge 300/70, là dove i diritti sono più chiari.
In mezzo al polverone delle massaggiatrici-escort, delle ruberie e delle vicende sulle presentazioni delle liste elettorali (solo per citare le ultime), passa inosservato che il Senato ha approvato il "ddl lavoro", che mette a rischio il famoso articolo 18.
Le norme contenute nel testo, prevedono che le controversie tra il datore di lavoro e il dipendente, qualora specificato nel contratto, possano essere risolte anche in sede di arbitrato, in alternativa al giudice del lavoro, dove sarà presa una decisione “secondo equità” e non sulla base della legislazione e del diritto.
Potrebbe accadere che, al momento dell'assunzione, il datore di lavoro, chieda al lavoratore di rinunciare alla tutela dei propri diritti. In quel particolare momento, il lavoratore è più debole e più 'ricattabile' e potrebbe accettare la proposta, precludendosi, per tutta la durata del rapporto di lavoro, di ricorrere al giudice.
La legge diviene ogni giorno sempre meno uguale per tutti.
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