non è solo un romanzo poliziesco, è una tragica realtà.
Sabato sera pre natalizio, nelle ricche stradine del centro della mia città d'arte, tra tanti passanti attirati dalle bancarelle e dalle sfavillanti vetrine dei negozi di lusso (gli unici che fanno affari d'oro), abbiamo commemorato le vittime di femminicidio.
Lumini di carta rosata formano il numero delle vittime in Italia dall'inizio di quest'anno.
Un numero di omicidi incredibile e assurdo per un paese civile, democratico, membro dell'UE, nel terzo millennio.
Già definito delitto passionale, derubricato ad attenuante nei tribunali della repubblica, il femminicidio dovrebbe costituire un'aggravante in caso di omicidio in quanto degenerazione della volontà di possesso di un uomo su di una donna.
Le brevi storie di queste vittime, raccontano di dominio e di possesso come nella celebre trilogia Millennium e spesso terminano con il suicidio dell'assassino.
Le mura domestiche sono il luogo più pericoloso per le donne. Le molestie, lo stalking, le violenze verbali e fisiche sulle donne, avvengono prevalentemente in casa o comunque in luoghi conosciuti come al lavoro.
Tra gli uomini che uccidono le loro compagne, ci sono diversi uomini armati: agenti delle forze dell'ordine, guardie giurate, cacciatori...
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domenica 25 novembre 2012
lunedì 14 febbraio 2011
la società civile è scesa in piazza
Sono orgogliosa della mia "tranquilla" città.
Ieri eravamo veramente in tanti come non succedeva dalla grande manifestazione nazionale contro la base militare al Dal Molin.
Belle facce in corteo, tanta volgia di parlare e di confrontarsi, moltissimi interventi dal "palco" gentilmente concesso dalla Direttrice del Museo Civico cittadino (l'ingresso sopraelevato di palazzo Chiericati, capolavoro di Andrea Palladio).
video tratto da Vicenza Più (unica alternativa alla "voce del padrone" il quotidiano più letto in provincia) che ha commentato così:
La partecipazione a "Se non ora, quando?" è stata oggettivamente enorme per una città 'tranquilla' come Vicenza: tra le 6.000 e le 10.000 persone a seconda delle stime, con tantissimi giovani di entrambi i sessi.
Tra i tanti cartelli ironici: "xe ora de far su el mascio"
traduzione: è arrivato il momento di uccidere il maiale (come da tradizione)
Messaggio quasi subliminale, che invita la società italiana a "uccidere" il re per fare la rivoluzione che ancora manca nella nostra storia patria.
Un invito da non perdere nell'occasione del 150° dell'Unità d'Italia.
Ieri eravamo veramente in tanti come non succedeva dalla grande manifestazione nazionale contro la base militare al Dal Molin.
Belle facce in corteo, tanta volgia di parlare e di confrontarsi, moltissimi interventi dal "palco" gentilmente concesso dalla Direttrice del Museo Civico cittadino (l'ingresso sopraelevato di palazzo Chiericati, capolavoro di Andrea Palladio).
video tratto da Vicenza Più (unica alternativa alla "voce del padrone" il quotidiano più letto in provincia) che ha commentato così:
La partecipazione a "Se non ora, quando?" è stata oggettivamente enorme per una città 'tranquilla' come Vicenza: tra le 6.000 e le 10.000 persone a seconda delle stime, con tantissimi giovani di entrambi i sessi.
Tra i tanti cartelli ironici: "xe ora de far su el mascio"
traduzione: è arrivato il momento di uccidere il maiale (come da tradizione)
Messaggio quasi subliminale, che invita la società italiana a "uccidere" il re per fare la rivoluzione che ancora manca nella nostra storia patria.
Un invito da non perdere nell'occasione del 150° dell'Unità d'Italia.
Le donne sono il motore della civiltà e della società:
lo hanno dimostrato ancora una volta.
giovedì 10 febbraio 2011
Il 13 febbraio le donne scendono in piazza
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