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mercoledì 6 luglio 2016

"... opzioni di resistenza, nascoste dal potere che le teme..."


Paolo Sollier a metà anni settanta,
intento a salutare i propri tifosi
col suo abituale gesto del pugno alzato

postilla ai commenti su: Pensare local, agire...

Per riabilitare la dimensione simbolica della politica, oggi completamente screditata, c'è bisogno di testimonianza. Il valore della politica non è più garantito ideologicamente dalla forza delle tradizioni, dall'autorevolezza simbolica dei partiti.
Per riabilitare la politica non serve il nome ma l'atto.

M. Recalcati, Patria senza Padri, minimun fax, Roma 2013


giovedì 29 novembre 2012

Pussy Riot






un tribunale russo ordina la rimozione dal web del video dell'esibizione delle Pussy Riot nella cattedrale di Mosca perché "estremista":



il provvedimento si aggiunge alla detenzione e ai lavori forzati per atti di "teppismo"per due giovani componenti del gruppo Pussy Riot, colpevoli di aver interpretato una canzone-preghiera, il 21 febbraio scorso, in cui chiedevano alla Madonna di cacciare Putin con queste parole:

Il Patriarca crede in Putin. Quel cane dovrebbe piuttosto credere in Dio.
La cintura della Vergine Maria non impedisce le manifestazioni. La Vergine Maria è con noi manifestanti.
Madre di Dio, Vergine, caccia via Putin. Caccia via Putin! caccia via Putin!”

sabato 28 gennaio 2012

A.C.T.A.

 

ieri Avaaz.org ha divulgato come l'ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement trad. accordo anti-contraffazione), sia un trattato mondiale, capace di dare il potere alle multinazionali e avere la capacità di censurare internet. Sostenendo un negoziato segreto da un ristretto gruppo di paesi ricchi e poteri forti, che avrebbero l'intento di mettere in piedi un organismo nell'ombra per combattere le contraffazioni e che permetterebbe a interessi organizzati di controllare tutto quello che si svolge in internet, imponendo sanzioni che prevedono addirittura il carcere contro chi metterebbe in pericolo il business delle multinazionali. fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Anti-Counterfeiting_Trade_Agreement

ACTA sarebbe inizialmente esecutivo negli Stati Uniti, in Europa e in altri 9 paesi, poi in tutto il resto del mondo.

Grazie a queste regole liberticide, persone in ogni dove potrebbero essere sanzionate per semplici gesti come condividere l'articolo di un giornale o scaricare un video di una festa dove c'era musica protetta dal copyright.

Venduto come un trattato commerciale per difendere il diritto d'autore, (...) la commissione ACTA avrebbe carta bianca per cambiare le sue stesse regole e sanzioni senza alcun scrutinio democratico.



altre fonti e informazioni:

Pirateria, l'Unione europea firma ACTA: "Bavaglio al web e alla ricerca medica"
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/26/news/pirateria_acta-28803676/

La Polonia marcia per il web libero: in 10.000 contro ACTA
http://www.giornalettismo.com/archives/193127/la-polonia-che-marcia-per-il-web-libero/

ACTA, inizia un'altra battaglia per la Rete
http://daily.wired.it/news/internet/2012/01/26/acta-censura-internet-copyright-sopa-16742.html

Accordi segreti minacciano la libertà di espressione (e non solo)
http://www.valigiablu.it/doc/607/accordi-segreti-con-le-multinazionali-minacciano-la-libert-di-espressione-e-non-solo.htm

Petizione al Parlamento Europeo
http://www.avaaz.org

mercoledì 28 settembre 2011

PASSIAMO PAROLA CON IL WEB


Ricevo da un'amica e pubblico

NESSUN TELEGIORNALE HA DIFFUSO QUESTA NOTIZIA  
Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". La prossima settimana il testo arriverà alla Camera come articolo nr. 60. 
Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo... il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta. In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito. Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all'ESTERO; basta che il Ministro dell'Interno disponga con proprio decreto l'interruzione dell'attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'ODIO (!) fra le classi sociali. 
  
MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta. In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata. L' Italia è l'unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI. 
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare. 
L'Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l'Iran. Gli unici media che finora hanno dato questa notizia sono stati la rivista specializzata Punto Informatico e il blog di Grillo.

Anche il web è un bene comune, uniamoci nella protesta come abbiamo fatto per l'acqua.


lunedì 26 settembre 2011

Grave pericolo: vogliono censurare la rete e la libertà!





Rispondo all'appello di unirci e condividere il passaparola.

In questa settimana entra in Parlamento il DDL sulle intercettazioni; un grave pericolo per la libertà del nostro Paese.
In questo decreto esiste ancora la "norma ammazza-blog", con il cosiddetto obbligo di rettifica e con multe fino a 12mila euro.


Ecco alcuni link per capire la grave situazione:

Censurare Internet per salvare il premier da Il Fatto Quotidiano

Censura sul Web: ritorna la norma “ammazza blog” da Geekissimo Blog

Legge sulle intercettazioni, il Governo propone la norma “ammazza ... da NanoPress

Ancora una volta questo Governo e il suo Parlamento si dimostrano ostili alla libertà di parola, mentre ogni giorno sfornano leggi ad hoc per salvare qualcuno dal giudizio della legge.
Mentre l'Italia precipita economicamente, sanno solo negarci il sacrosanto diritto all'informazione contro i principi della nostra Costituzione.


Facciamo girare... come abbiamo fatto per i referendum.
grazie della segnalazione a:  eliotropo e Web sul Blog



martedì 5 luglio 2011

notte bianca contro la censura

Ogni giorno devo leggere delle malefatte di vecchi invidiosi della altrui gioventù, aggrappati ai loro privilegi e con una mentalità rivolta al passato. Si definiscono "utilizzatori finali" di giovani donne e odiano i giovani tanto da non permettere loro un presente e un futuro dignitoso. Egoisti ed egocentrici, le loro scelte e decisioni riguardano esclusivamente i loro interessi privati e immediati, incuranti delle conseguenze che non subiranno (nucleare). Hanno interrotto il legame intergenerazionale, per il quale ogni generazione prepara il mondo per quelli che verrano, per un qui ed ora e solo per me. Si vendicano della natura matrigna (invecchiamento, difetti fisici, ecc...), esercitando potere, repressione e censura.

Stefano Rodotà scrive oggi su Repubblica:
Un legislatore consapevole dovrebbe... partire dalla premessa che la Rete è un luogo di condivisione del sapere, che il diritto di manifestazione del pensiero ha trovato strade nuove, sì che provvedimenti punitivi repressivi legati a vecchi schemi concretamente possono diventare uno stumento che, con il pretesto della tutela del diritto d'autore, introducono una nuova inammissibile forma di censura... Non si può entrare nel futuro con la testa rivolta al passato.

La mobilitazione contro la censura del web, continua nel Sitononraggiungibile, dove si possono trovare documenti, analisi, approfondimenti, e una raccolta di firme che ha superato quota 15 mila.
In difesa del web, blogger, politici, giornalisti, artisti ed esperti, oggi, alle 17:30, a Roma, manifestano il proprio dissenso e spiegano a tutti che razza di scempio sta per essere perpetrato.


Online video chat by Ustream
Concludo con le parole finali dell'articolo di Rodotà:
Non possiamo dire che la libertà in Rete è un bene prezioso, con una scappellata alle primavere arabe, e poi accettare spensieratamente logiche che possono ridurre al silenzio chi si esprime in Internet.

venerdì 9 luglio 2010

un motivo in più contro la legge bavaglio

Tra le conseguenze devastanti che la cosiddetta legge Bavaglio avrà per la democrazia, la legalità e la libertà di espressione, ve ne sono alcune che riguardano direttamente i siti informatici. Anche se spero che la legge non venga mai promulgata, è ragionevole prepararsi ad affrontare concretamente il futuro che aspetta blog, siti web ed attività in rete.

L’ obbligo di rettifica
Articolo 1 comma 29: [...] Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.

Come scrive Guido Scorza, l’obbligo perentorio di gestire una richiesta di rettifica con questi tempi mette chi gestisce un sito, di fronte a rischi, non solo per le sanzioni fino a 12.500 euro:

che siate un blogger, il gestore di un “sito informatico” o piuttosto abbiate un canale su You Tube, in un momento qualsiasi, magari nel mezzo delle Vostre agognate vacanze, qualcuno potrebbe chiedervi di procedere alla rettifica di un’informazione pubblicata e Voi ritrovarvi costretti a scegliere se dar seguito alla richiesta senza chiedervi se sia o meno fondata, rivolgervi ad un avvocato per capire se la richiesta meriti accoglimento o, piuttosto, opporvi alla richiesta, difendendo il vostro diritto di parola ma, ad un tempo, facendovi carico di grosse responsabilità.

per leggere tutto l'articolo di Jan Reister: Legge bavaglio, scenari per blog e Nazione Indiana

Guido Scorza fa un'analisi dettagliata degli articoli

Giuseppe Civati, Paolo Gentiloni, Matteo Orfini si chiedono se i parlamentari di PDL e Lega che fanno parte dell'intergruppo web 2.0 e nei convegni si esprimono a difesa della libertà d'espressione in rete, sosterranno questa legge.