Data Rivoluzionaria
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lunedì 5 dicembre 2016

La Costituzione più bella del Mondo


Fonte: Ministero dell'Interno

La Costituzione fu voluta così - con garanzie e contrappesi - da persone sagge appena uscite dal fascismo. Il cui obiettivo principale dunque era non solo garantire la democrazia a venire, ma anche evitare nuovi caudilli, nuovi accentratori con velleità autocratiche. Indebolirla adesso - mentre le democrazie sono in crisi e il mondo pullula di Trump, Putin, Le Pen ed Erdogan - sarebbe stata una grande sciocchezza. Abbiamo evitato di farla.
Liberamente tratto da: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/12/05/forse-non-bisognava-soffiare/

giovedì 25 giugno 2015

Nelle fogne di Marte

Leggo sul Fatto Quotidiano:
La destra deve “tornare nelle fogne”? Maurizio Viroli risponde a Pietrangelo Buttafuoco e si schiera dalla parte del sindaco di Roma.
Premesso che il sindaco avrebbe dovuto accorgersi molto prima della ragnatela criminale che ha avvolto il Comune di Roma, la sua frase “perché non tornano nelle fogne” rivolta alla destra che aveva governato in Campidoglio, a suo giudizio “erede del nazifascismo”, esprime un principio sacrosanto: in Italia  
i fascisti non devono avere cittadinanza politica.


Nell'ordinamento italiano, l'apologia del fascismo è un reato previsto dalla Legge 20 giugno 1952, n. 645 contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione", anche detta Legge Scelba, in cui all’articolo 4, sancisce il reato commesso da chiunque
faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista,  
oppure da chiunque 
pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. 


Ma anche grazie all'amnistia del 1946 ricordata e raccontata da Mimmo Franzinelli a Radio3 nella trasmissione WIKIRADIO del 22 giugno scorso,  i fascisti non se ne sono mai andati...
tranne quando, genialmente, sono stati mandati su Marte



giovedì 10 ottobre 2013

mercoledì 13 ottobre 2010

Albero genealogico

Il regista Mario Martone, autore di “Noi credevamo”, sostiene che vi sia un albero genealogico che comprende i repubblicani di Mazzini, quelli della Repubblica Romana, i Padri Costituenti e coloro i quali, negli anni della contestazione giovanile in Italia, contribuirono a cambiare in meglio i costumi e la società.
Ma in Italia vincono sempre gli altri: quelli per la monarchia, quelli che ci hanno trascinato nelle leggi razziali e nella seconda guerra mondiale e poi quelli che preferiscono il rutto e il dito medio.
Quello che succede nel nostro amato e disgraziato paese, mostra che la maggioranza che vince, non ha sempre ragione. 

La Repubblica Romana (12 febbraio 1849 – 15 luglio 1849)


Il regime democratico ha per regola l'eguaglianza, la libertà, la fraternità. 
Non riconosce titoli di nobiltà, né privilegi di nascita o casta. 

(II Principio fondamentale della Costituzione della Repubblica Romana 1849)


La Repubblica riguarda tutti i popoli come fratelli: rispetta ogni nazionalità: 
propugna l'italiana.

(IV Principio fondamentale della Costituzione della Repubblica Romana (1849)


Il Capo della Chiesa Cattolica avrà dalla Repubblica tutte le guarentigie 
necessarie per l'esercizio indipendente del potere spirituale.

(VIII Principio fondamentale della Costituzione della Repubblica Romana (1849)

Era la Costituzione più democratica in Europa a quei tempi. Proponeva la libertà di culto, la laicità dello Stato. La Reoubblica Romana fu il secondo Stato del mondo ad abolire la pena capitale nella sua Costituzione. (il primo è stato il Granducato di Toscana)
La Costituzione della Repubblica Italiana si richiama alla Costituzione della Repubblica Romana e molte delle Costituzioni moderne degli Stati occidentali usano questo Statuto come base di partenza.

Il Decreto fondamentale della Repubblica Romana, stabiliva:


  • Art. 1: Il papato è decaduto di fatto e di diritto dal governo temporale dello
    Stato Romano.
  • Art. 2: Il Pontefice Romano avrà tutte le guarentigie necessarie per l'indipendenza
    nell'esercizio della sua potestà spirituale.
  • Art. 3: La forma del governo dello Stato Romano sarà la democrazia pura
    e prenderà il glorioso nome di Repubblica Romana.
  • Art. 4: La Repubblica Romana avrà col resto d'Italia le relazioni che esige
    la nazionalità comune. »

(Assemblea Costituente Romana. Roma, 9 febbraio 1849. Un'ora del mattino. Il Presidente G. Galletti)



mercoledì 1 settembre 2010

viaggio nelle Repubbliche Baltiche

A Vilnius, la capitale della Lituania, c'è un quartiere i cui abitanti hanno proclamato la loro indipendenza e si sono dati una Costituzione:

1. Tutti hanno diritto di vivere vicino al fiume Vilnia e il fiume ha diritto di scorrere
2. Tutti hanno il diritto all'acqua calda, al riscaldamento d'inverno e a un tetto
3. Tutti hanno il diritto di morire ma non è un obbligo
4. Tutti hanno il diritto di fare errori
5. Tutti hanno il diritto di essere unici
6. Tutti hanno il diritto di amare
7. Tutti hanno il diritto di non essere amati
8. Tutti hanno il diritto di essere mediocri e sconosciuti
9. Tutti hanno il diritto di oziare
10. Tutti hanno diritto di amare un gatto e prendersi cura di lui
11. Tutti hanno il diritto di badare al cane fino a quando uno dei due muore
12. Il cane ha diritto di essere un cane
13. Il gatto non è obbligato ad amare il suo padrone, ma deve essere di aiuto nei momenti di necessità
14. A volte si ha il diritto di essere inconsapevoli dei propri doveri
15. Tutti hanno il diritto di avere dei dubbi, ma non è obbligatorio
16. Tutti hanno il diritto di essere felici
17. Tutti hanno il diritto di essere infelici
18. Tutti hanno il diritto di stare in silenzio
19. Tutti hanno il diritto di avere fede
20. Nessuno ha il diritto di usare violenza
21. Tutti hanno il diritto di apprezzare la propria scarsa importanza
22. Nessuno ha il diritto di avere un progetto per l'eternità
23. Tutti hanno il diritto di comprendere
24. Tutti hanno il diritto di non capire
25. Tutti hanno il diritto di appartenere a qualunque nazionalità
26. Tutti hanno il diritto di celebrare o non celebrare il proprio compleanno
27. Tutti devono ricordare il proprio nome
28. Tutti hanno il diritto di dividere ciò che posseggono
29. Nessuno può dividere ciò che non possiede
30. Tutti hanno il diritto di avere fratelli, sorelle e parenti
31. Tutti possono essere indipendenti
32. Tutti sono responsabili della propria libertà
33. Tutti devono poter piangere
34. Tutti hanno il diritto di essere fraintesi
35. Nessuno ha il diritto di dichiarare colpevole il prossimo
36. Tutti hanno il diritto all'individualità
37. Tutti hanno il diritto di non avere diritti
38. Tutti hanno il diritto di non avere paura
39. Non deludere
40. Non combattere
41. Non cedere

ci sono delle analogie con la libera città di Christiania a Copenaghen, che purtroppo sta per morire.
Mi auguro che l'utopia di Užupio a Vilnius sappia attraversare questi tempi duri.

sabato 13 marzo 2010

Ignorati

Ci ignorano, ma potrebbero avere delle amare sorprese dalle urne.
Lo sappiamo che la base elettorale della Lega è tra i lavoratori, anche iscritti al sindacato, ma oggi qualcuno potrebbe avere dei dubbi e farsi delle domande.

Ieri lo sciopero generale della CGIL, oggi la manifestazione di Roma del centro sinistra.
Poche righe in un trafiletto e lo sciopero generale che ha coinvolto migliaia di lavoratori è già archiviato.
Dalle piazze d'Italia piene zeppe di lavoratori, di pensionati e di studenti, si leva la protesta di chi non si rassegna alla demolizione dei diritti, al vilipendio della Costituzione nata dalla Resistenza al fascismo, ai ricchi che diventano sempre più ricchi mentre migliaia di persone perdono il lavoro o stanno per perderlo, agli evasori fiscali premiati con un rientro anonimo dei capitali alla faccia di chi paga onestamente le tasse.
Uno sciopero generale indetto dalla CGIL da sola per protestare e fare proposte alternative agli sciagurati provvedimenti di questo governo.
Uno sciopero indetto durante i congressi e senza l'aiuto dei mezzi di comunicazione.
Uno sciopero cui hanno aderito in tanti persino nel Veneto dove ha voluto intervenire il segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani.
Ecco alcune foto che non ci hanno fatto vedere nei telegiornali e sui giornali.