Data Rivoluzionaria
Visualizzazione post con etichetta cementificazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cementificazione. Mostra tutti i post

venerdì 17 maggio 2013

Alluvione di primavera

Questa volta il rischio dell'esondazione è arrivato in primavera; e non si dica che non esistono più le mezze stagioni!

il fiume Bacchiglione in centro città ieri sera
Gli imputati:
Maltempo: ormai siamo al terrorismo meteorologico, nei notiziari nazionali è indicato come il nemico pubblico n.1, come se non fosse noto che autunno e primavera sono le stagioni in cui piove di più. Meglio rifugiarsi in un comodo e semplificatorio: piove, governo ladro!
Consumo del territorio e pessima gestione dei corsi d'acqua: la cementificazione da record, impedisce il naturale assorbimento dell'acqua piovana sconvolgendo gli equilibri ecologici. A questo si devono aggiungere: la cementificazione delle rive, l'escavazione di fiumi e torrenti per la produzione di sabbie e cementi, l'intubazione dei corsi d'acqua minori, la costruzione di edifici nelle aree golenali.
Gli interessi privati: è necessario un bacino di espansione che protegga tutta la zona a sud della pedemontana che comprende le città di Vicenza e Padova. Tra gli ostacoli alla sua realizzazione, la Coldiretti in difesa dei proprietari che dovranno cedere con esproprio e indennizzo, le aree di espansione. I tempi si allungano per una trattativa sul prezzo e sulle modalità. I gravi motivi di pubblica utilità, previsti dalla legge, non sono ancora sufficienti per fare agire il governo regionale, strettamente legato al bacino elettorale agricolo.
Gli interessi militari e strategici di una grande potenza straniera: conficcare migliaia di pali di cemento armato nella falda acquifera nella zona pedemontana a nord di Vicenza, è un grave sconvolgimento dell'equilibrio idrogeologico di tutto il territorio circostante.


martedì 2 novembre 2010

1966

Il 31 ottobre abbiamo regolato indietro di un ora, il nostro orologio; il giorno dopo sembra andato indietro fino al 4 novembre 1966.
Uno dei fiumi della mia città ha rotto gli argini presso la sua risorgiva e ha fato diventare "una grande golena" i centri abitati circostanti. Il Sindaco di Vicenza dice che sono coincisi due eventi meteorologici: la pioggia che cade da più di due giorni senza sosta e il vento di scirocco che ha fatto sciogliere le abbondanti nevicate dei giorni scorsi, sulle prealpi vicentine.
La cementificazione del territorio del Veneto e di questa provincia, marcia da più di trent'anni, ad un ritmo elevatissimo, gli esperti dicono che è almeno il doppio di quella di tutto il resto d'Italia. Stiamo assistendo alla costruzione del prolungamento dell'autostrada A31 che unirà Rovigo e Trento, nell'ultimo lembo di campagna rimasto, per la gioia di tutti quelli che non hanno tempo da perdere. Presto si apriranno i cantieri della "pedemontana" che taglierà la provincia da est a ovest. Tutto questo costruire in un territorio già molto antropizzato, impermiabilizza ulteriormente il terreno e non facilita lo smaltimento delle acque in caso di pioggia, figuriamoci in caso di eventi atmosferici concomitanti.
Nei "fiumi" di parole spesi in queste ore, nessuno ha ancora detto che l'argine rotto dal Bacchiglione si trova nella stessa area della base militare USA Dal Molin, in costruzione (ancora cemento). La base, i comuni allagati e le risorgive del fiume si trovano nella pedemontana subito a nord di Vicenza, sopra un enorme lago sotterraneo che è la falda acquifera che abbevera le provincie di Vicenza e Padova.
In un post precedente avevo dato notizia dei pericoli che comportava palificare la falda per renderla abbastanza compatta e adatta alla costruzione di quella enorme base militare.
Qualcuno dice che la natura si ribella; invece non c'è nulla di magico o ineluttabile; era tutto prevedibile e quindi ci sono delle pesanti responsabilità nelle omissioni e nelle opere.

Ecco alcune foto di ieri scattate e condivise da pollastren90