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martedì 1 giugno 2021
lunedì 23 maggio 2016
Giornata della Legalità - Giornata della Giustizia
Legalità è un concetto a significato variabile.
In Italia, nel 1938, le leggi razziali fasciste legalizzavano crimini odiosi per i quali ancora non c'è stata vergogna e Giustizia.
Secondo Treccani, la Giustizia è una virtù eminentemente sociale che consiste nella volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto secondo la ragione e la legge...
Per Wikipedia: Al di là dell'azione giudiziaria istituzionalizzata, che opera con una giustizia impositiva e codificata, esiste un senso della giustizia, definito talvolta naturale in quanto ritenuto innato, che impegna ogni singolo individuo a tenere nei confronti dei propri simili o gruppi, in situazioni ordinarie o straordinarie di usare criteri di giudizio, e di conseguente comportamento, rispondenti a giustizia nel senso di onestà, correttezza e non lesività del prossimo.
L'Italia non ha ancora "fatto i conti" con il suo passato fascista e coloniale.
L'assassinio del Giudice Falcone, di cui ricorre oggi il 24° anniversario, e di tutte le altre persone che con lui e come lui sono state vittime delle mafie, dovrebbe essere ricordato nella Giornata della Giustizia.
Se la mafia esiste è anche perché non c'è e non c'è stata Giustizia.
Ma in questo meraviglioso paese, la mancanza di Giustizia "fa parte del panorama"
Per l'incidente del Cermis del 3 febbraio 1998, dove morirono 20 persone, i pubblici ministeri italiani chiesero di processare in Italia i quattro marines responsabili della strage, ma per la Convenzione di Londra del 1951 sullo status dei militari NATO, la giurisdizione sul caso dovette riconoscersi alla giustizia militare statunitense...
Un altro esempio di Giustizia mancata è il caso Eternit; e la lista sarebbe lunga e dolorosa.
In Italia, nel 1938, le leggi razziali fasciste legalizzavano crimini odiosi per i quali ancora non c'è stata vergogna e Giustizia.
Secondo Treccani, la Giustizia è una virtù eminentemente sociale che consiste nella volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto secondo la ragione e la legge...
Per Wikipedia: Al di là dell'azione giudiziaria istituzionalizzata, che opera con una giustizia impositiva e codificata, esiste un senso della giustizia, definito talvolta naturale in quanto ritenuto innato, che impegna ogni singolo individuo a tenere nei confronti dei propri simili o gruppi, in situazioni ordinarie o straordinarie di usare criteri di giudizio, e di conseguente comportamento, rispondenti a giustizia nel senso di onestà, correttezza e non lesività del prossimo.
L'Italia non ha ancora "fatto i conti" con il suo passato fascista e coloniale.
L'assassinio del Giudice Falcone, di cui ricorre oggi il 24° anniversario, e di tutte le altre persone che con lui e come lui sono state vittime delle mafie, dovrebbe essere ricordato nella Giornata della Giustizia.
Se la mafia esiste è anche perché non c'è e non c'è stata Giustizia.
Ma in questo meraviglioso paese, la mancanza di Giustizia "fa parte del panorama"
Per l'incidente del Cermis del 3 febbraio 1998, dove morirono 20 persone, i pubblici ministeri italiani chiesero di processare in Italia i quattro marines responsabili della strage, ma per la Convenzione di Londra del 1951 sullo status dei militari NATO, la giurisdizione sul caso dovette riconoscersi alla giustizia militare statunitense...
Un altro esempio di Giustizia mancata è il caso Eternit; e la lista sarebbe lunga e dolorosa.
giovedì 18 settembre 2014
per non dimenticare il massacro di Sabra e Shatila
La strage avvenne fra le 6 del mattino del 16 e le 8 del mattino del 18 settembre 1982 nel quartiere di Sabra e nel campo profughi di Shatila, entrambi posti alla periferia ovest di Beirut.

Oggi come allora non c'è giustizia per la popolazione inerme
mercoledì 19 marzo 2014
vent'anni senza giustizia
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Miran Hrovatin
giovedì 1 agosto 2013
sabato 4 maggio 2013
Oggi doveva essere inaugurata la base militare USA Dal Molin, ma hanno cambiato idea.
Noi abbiamo manifestato.
C'erano le forze dell'ordine e le televisioni a controllare e documentare per chi non credeva che si potesse ancora manifestare il dissenso per l'imponente base militare degli Stati Uniti d'America a pochi chilometri dal centro della città patrimonio dell'UNESCO.
Ieri la sentenza del processo per i coraggiosi cittadini che hanno occupato la Prefettura di Vicenza per porre l'attenzione su questa tragedia e per ricordare che ci è stato impedito il referendum consultivo prima che l'enorme edificio venisse costruito.
Questa la cronaca di uno dei presenti:
Noi abbiamo manifestato.
C'erano le forze dell'ordine e le televisioni a controllare e documentare per chi non credeva che si potesse ancora manifestare il dissenso per l'imponente base militare degli Stati Uniti d'America a pochi chilometri dal centro della città patrimonio dell'UNESCO.
Ieri la sentenza del processo per i coraggiosi cittadini che hanno occupato la Prefettura di Vicenza per porre l'attenzione su questa tragedia e per ricordare che ci è stato impedito il referendum consultivo prima che l'enorme edificio venisse costruito.
Questa la cronaca di uno dei presenti:
Molti
di noi, parlo di quelli che hanno partecipato alla sentenza
sull'occupazione della Prefettura, si sono prima sorpresi e poi
indignati nell'udire quello che il giudice Rizzi ha deciso con la
sentenza di oggi e non per il numero di mesi o di euro che ognuno dei
trenta imputati dovrebbe scontare o pagare ma per quella parola
infame con cui ci ha definito e con noi tutto il movimento No Dal
Molin e tutta la città che lo ha sostenuto: colpevoli!
Colpevoli
di aver partecipato ad un'iniziativa e «agito per motivi di
particolare valore morale e sociale», come lei stessa sig. giudice
ha riconosciuto, motivi che ci hanno spinto ad incatenarci sulle
scale dell'unico organo di governo esistente in città, cioè la
prefettura, perchè volevamo avvertire il governo Prodi che la
decisione di aver dato il via libera alla costruzione della base era
non solo sbagliata, dannosa e pericolosa per la città ma era anche
illegittima perchè presa a voce e fuori perfino dai limiti previsti
dai trattati bilaterai stipulati fra Italia ed Usa, come sosteniamo
non noi ma altri giudici, quelli del Tar di Venezia, con una sentenza
dell'agosto del 2008.
Ma
gli occhiali rotti al piantone Cardillo? E la porta di accesso
agli uffici forse scassata? Anni di indagini e udienze, plotoni di
avvocati e magistrati, poliziotti e carabinieri schierati, insomma
una montagna di risorse ed energie mobilitate e ben più consistenti
dei danni presunti che sarebbero stati provocati dagli "invasori"
come ci ha definiti il sempre sorridente Pm, quel giorno di 5 anni fa
non è un po' esagerato?
Fossero
costati anche 3000 euro gli occhiali di Cardillo potevano essere
rifusi e subito con una colletta fra amici...insomma perchè tutto
questo casino per così poco? Quello che oggi abbiamo capito è che
tutto questo teatro viene apparecchiato per evitare che la gente,
anzi il popolo sovrano, capisca che dietro c'è solo un grande
imbroglio, quello che Kafka nella famosa opera il Processo
aveva chiamato opacità. Un'opacità che è tipica di ogni organismo
dello stato ma che in quello che chiamiamo tribunale si esalta
perchè il suo compito principale è salvare il culo allo stato, di
cui è appunto apparato.
Noi
siamo andati a chiedere giustizia a chi non ce la può dare perchè
il suo compito è un altro, quello che il Pm Pecori, sempre lui, non
ha avuto pudore di sbattercelo in faccia: "Rassegnatevi",
ha detto e così il signor giudice ha sentenziato.
Rassegnatevi al ruolo che noi apparato dello stato vi assegniamo di
volta in volta: imputati e condannati se non fate come diciamo noi,
cittadini solo quando votate ma poi comunque facciamo come ci pare
ecc...
Ma
non deprimiamoci, forse abbiamo perso del tempo perchè la giustizia
raramente passa per i tribunali però ne siamo usciti più
convinti che ribellarsi allo stato che non rispetta nemmeno le sue
leggi è giusto e legittimo.
mercoledì 8 agosto 2012
la pena di morte
Dove non arrivano le armi, arrivano gli attacchi degli "azzeccagarbugli".
Il pg di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, commemorando il giudice Paolo Borsellino, ha parlato chiaro e forte: "Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra la negazione dei valori di giustizia e legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere"
Antonio Ingroia dice:"L'opera è a buon punto, siamo nella stanza della verità... ci sono ancora molti angoli bui in questa stanza perchè troppi hanno sbarrato le finestre, hanno spento le luci..."
Forse si sono allarmati e la reazione non si è fatta attendere. La procura generale della Cassazione ha aperto un fascicolo per valutare se avviare l'indagine disciplinare... leggere tutto l'articolo qui
fonti: Il Fatto Quotidiano e canale youtube sanremo meetup338
Post scriptum:
Secondo Post scriptum:
Dato l'indecente silenzio della quasi totalità della stampa italiana, non ci restano che le nostre firme. Esprimiamo il sostegno ai magistrati coraggiosi che vogliono isolare e punire.
Qui per firmare nella pagina de Il Fatto Quotidiano
Il pg di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, commemorando il giudice Paolo Borsellino, ha parlato chiaro e forte: "Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra la negazione dei valori di giustizia e legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere"
Antonio Ingroia dice:"L'opera è a buon punto, siamo nella stanza della verità... ci sono ancora molti angoli bui in questa stanza perchè troppi hanno sbarrato le finestre, hanno spento le luci..."
Forse si sono allarmati e la reazione non si è fatta attendere. La procura generale della Cassazione ha aperto un fascicolo per valutare se avviare l'indagine disciplinare... leggere tutto l'articolo qui
La domanda è sempre la stessa: CHI E' STATO?
fonti: Il Fatto Quotidiano e canale youtube sanremo meetup338
Post scriptum:
Venerdì 24 agosto 2012, alle ore 21 in piazza a Mossano (VI),
Antonio Ingroia presenta il suo libro "Palermo: gli splendori e le miserie. L'eroismo e le viltà", Melampo.
Antonio Ingroia presenta il suo libro "Palermo: gli splendori e le miserie. L'eroismo e le viltà", Melampo.
Descrizione tratta dal sito: ibs "Palermo, il luogo dove tutto ha inizio e dove tutto finisce. Palermo splendida e ammaliante. Palermo corrotta e irredimibile. A Palermo la corruzione è fisica, tangibile ed estetica: una bellissima donna, sfatta, gonfia di umori guasti, le unghie nere, è però egualmente, arcanamente bella. Palermo è la storia della Sicilia, tutte le viltà e tutti gli eroismi, le disperazioni, i furori, le sconfitte, le ribellioni". Così scriveva Giuseppe Fava, che narrò la Sicilia con indignazione e furore carnali. Trent'anni dopo Antonio Ingroia narra una Palermo eccessiva, carica, dai colori fortissimi, fino a stordire. Una città specchio d'Italia, contraddizione perenne, dove le storie si fanno Storia. Dove si alternano e si combattono la tragedia e la speranza. Ma dove non trova posto la rassegnazione all'eterno ritorno."
Parteciperanno all'incontro: Loris Mazzetti, Beppino Englaro, Albino Bizzotto, Bepi de Marzi, Rossella Cantoni, Giannico Rodighiero, Gianfranco Bettin, Francesca Lazzari.
Secondo Post scriptum:
Dato l'indecente silenzio della quasi totalità della stampa italiana, non ci restano che le nostre firme. Esprimiamo il sostegno ai magistrati coraggiosi che vogliono isolare e punire.
Qui per firmare nella pagina de Il Fatto Quotidiano
giovedì 7 luglio 2011
Eccidi nazisti lungo l'Appennino ergastolo per 9 ufficiali tedeschi
6 luglio 2011
Per gli eccidi nazisti del 1944 lungo l'Appennino tosco-emiliano il Tribunale militare di Verona ha condannato nove, tra ex ufficiali e sottoufficiali tedeschi, oggi tutti novantenni, ad almeno un ergastolo ciascuno. La sentenza è stata letta in tarda serata dal Giudice Vincenzo Santoro dopo una lunga camera di consiglio.
Hanno atteso pazientemente per ore nello spazio riservato al pubblico nell'aula del tribunale militare di Verona, dove sono arrivati anche in pullman assieme ai loro sindaci i familiari delle vittime delle stragi naziste compiute nell'Appennino tosco-emiliano nel 1944 ed hanno ascoltato in silenzio la sentenza letta alle 21 dal presidente Vincenzo Santoro, con la quale tutti gli imputati sono stati condannati ad almeno un ergastolo per gli eccidi che sono costati la vita a 140 civili.
«È una sentenza storica - ha detto Italo Rovali, presidente dell'Associazione Vittime di Cervarolo (Reggio Emilia) -, ritengo che le testimonianze che abbiamo fornito siano state determinanti. Siamo stati forti, non abbiamo mai mollato e la nostra tenacia ha vinto». «Dobbiamo dare atto ha tutti i familiari delle vittime - ha detto Fabio Braglia, sindaco di Palagano (Modena) - che hanno seguito il processo fin dalle prime battute e si sono costituiti parte civile insieme a noi».
«Volevamo giustizia per le vittime dell'eccidio e finalmente l'abbiamo avuta - ha aggiunto - e noi siamo qui vicino a loro, li abbiamo sempre sostenuti, per portare alla luce la storia dei nostri paesi».
fonte: Unità
Un'altra notizia che merita attenzione:
Olanda condannata per Srebrenica. I caschi blu complici del massacro
tratta dal blog di Alessandro Ghebreigziabiher
Per gli eccidi nazisti del 1944 lungo l'Appennino tosco-emiliano il Tribunale militare di Verona ha condannato nove, tra ex ufficiali e sottoufficiali tedeschi, oggi tutti novantenni, ad almeno un ergastolo ciascuno. La sentenza è stata letta in tarda serata dal Giudice Vincenzo Santoro dopo una lunga camera di consiglio.
Hanno atteso pazientemente per ore nello spazio riservato al pubblico nell'aula del tribunale militare di Verona, dove sono arrivati anche in pullman assieme ai loro sindaci i familiari delle vittime delle stragi naziste compiute nell'Appennino tosco-emiliano nel 1944 ed hanno ascoltato in silenzio la sentenza letta alle 21 dal presidente Vincenzo Santoro, con la quale tutti gli imputati sono stati condannati ad almeno un ergastolo per gli eccidi che sono costati la vita a 140 civili.
«È una sentenza storica - ha detto Italo Rovali, presidente dell'Associazione Vittime di Cervarolo (Reggio Emilia) -, ritengo che le testimonianze che abbiamo fornito siano state determinanti. Siamo stati forti, non abbiamo mai mollato e la nostra tenacia ha vinto». «Dobbiamo dare atto ha tutti i familiari delle vittime - ha detto Fabio Braglia, sindaco di Palagano (Modena) - che hanno seguito il processo fin dalle prime battute e si sono costituiti parte civile insieme a noi».
«Volevamo giustizia per le vittime dell'eccidio e finalmente l'abbiamo avuta - ha aggiunto - e noi siamo qui vicino a loro, li abbiamo sempre sostenuti, per portare alla luce la storia dei nostri paesi».
fonte: Unità
Un'altra notizia che merita attenzione:
Olanda condannata per Srebrenica. I caschi blu complici del massacro
tratta dal blog di Alessandro Ghebreigziabiher
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sabato 12 dicembre 2009
Per non dimenticare Piazza Fontana
In bianco e nero, silenziosa, il 15 dicembre 1969 la Piazza del Duomo di Milano è invasa da 300mila persone. Senza cartelli, senza slogan. Un muro di dignità si erige a difesa della città, in ricordo delle vittime della strage alla Banca dell'Agricoltura di cui si stanno celebrando i funerali. Soprattutto a difesa di tutti gli altri. E' una delle immagini più forti di "Piazza Fontana", fumetto sceneggiato da Francesco Barilli e disegnato da Matteo Fenoglio per la casa editrice Becco Giallo.

Dopo quarant'anni , dopo i depistaggi, dopo le sentenze che si sono contraddette l'una con l'altra, familiari e testimoni sono ancora qui : a chiedere ai cittadini di ricordare e a allo Stato, che non è riuscito a garantire che fosse fatta giustizia, almeno di far sentire la sua presenza. E un appello va fatto ai ragazzi di oggi: dovrebbero leggere questa storia per immagini, perché tutti, anche quelli che non c'erano, possano un giorno pronunciare la frase che apre il racconto: "Milano… Mi sembra di ricordare…".
fonte

Dopo quarant'anni , dopo i depistaggi, dopo le sentenze che si sono contraddette l'una con l'altra, familiari e testimoni sono ancora qui : a chiedere ai cittadini di ricordare e a allo Stato, che non è riuscito a garantire che fosse fatta giustizia, almeno di far sentire la sua presenza. E un appello va fatto ai ragazzi di oggi: dovrebbero leggere questa storia per immagini, perché tutti, anche quelli che non c'erano, possano un giorno pronunciare la frase che apre il racconto: "Milano… Mi sembra di ricordare…".
fonte
sabato 16 maggio 2009


Lo sapevate che
Festambiente Vicenza è l'unico dei festival di Legambiente organizzato nel nord Italia. Si svolge dal 2002 nel magico Parco fluviale del Retrone, il secondo parco cittadino per estensione, immerso e circondato dalla splendida cornice dei Colli Berici.
L’esperimento “Festambiente Vicenza” è un esempio concreto di questa rete associativa vicentina la cui finalità è quella di creare una coscienza civile sugli stili di vita sostenibili attraverso momenti esperienziali forti, ma nel contempo semplici e concreti, con un approccio leggero e divertente.
Festambiente Vicenza negli anni ci ha insegnato che le questioni sociali, ambientali ed economiche vanno affrontate simultaneamente, perché ambiente, giustizia, solidarietà e pace sono valori che concorrono assieme alla realizzazione di un mondo “migliore”.
Un aspetto che ha reso Festambiente Vicenza unica nell'ambito regionale è la proposta enogastronomica, non solo biologica, ma anche etnica grazie alla intesa collaborazione con le comunità migranti nel territorio.
La prossima edizione si svolgerà dal 24 al 28 giugno 2009
per altre informazioni: http://www.festambientevicenza.org/
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