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sabato 18 giugno 2011
Giù il cappello e tutti in piedi davanti al lavoro
...
«Oh, tutti i disgraziati con la schiena che brucia
sotto il sole feroce, che vanno e tornano,
che in questo lavoro senton scoppiare la fronte...
Giù il cappello, miei borghesi! Oh, questi son gli uomini!
Siamo operai, sire, operai! Noi siamo
per i grandi tempi nuovi in cui si vorrà sapere
e l'uomo forgerà da mane a sera,
cacciatore di grandi effetti, di grandi cause,
in cui vincendo lentamente dominerà le cose
e monterà sul Tutto come su di un cavallo!
...
da Il Fabbro di Arthur Rimbaud
mercoledì 15 giugno 2011
servizio pubblico
Ieri, durante una conferenza stampa, Michele Santoro ha dichiarato che, forte del suo curriculum, intende candidarsi a Direttore Generale della Rai; Carlo Freccero, ospite di Repubblica Tv, gli ha fatto eco dicendo che allora lui, in virtù delle sue competenze e dell'esperienza, si candida alla Presidenza della Rai.
Insomma, una Rai bellissima, dove lavorano, decidono e dirigono, professionisti competenti. Un'utopia che con la forza delle utopie potrebbe diventare realtà.
Insomma, una Rai bellissima, dove lavorano, decidono e dirigono, professionisti competenti. Un'utopia che con la forza delle utopie potrebbe diventare realtà.
Intanto, per la festa per i 110 anni della Fiom, venerdì ' 17 giugno dalle ore 21,00, Santoro condurrà "Tutti in piedi , entra il lavoro", una serata speciale insieme a Marco Travaglio, Vauro, Serena Dandini, Maurizio Crozza e Daniele Silvestri.
la serata sarà trasmessa da ilfattoquotidiano.it e Repubblica tv
la serata sarà trasmessa da ilfattoquotidiano.it e Repubblica tv
domenica 20 febbraio 2011
feudalesimo aziendale
L’accordo sottoscritto a Mirafiori da tutti i sindacati tranne la Fiom, rischia di ripiombare il paese in un vero e proprio “feudalesimo aziendale”.
Quell’accordo, che ogni lavoratore dovrà poi sottoscrivere individualmente, se vuole essere riassunto dalla nuova società (NewCo), prevede una gravissima limitazione del diritto di sciopero e l’abolizione della rappresentanza elettiva a favore di una gestione dei contenziosi affidata ai sindacati firmatari, senza alcun miglioramento delle condizioni di lavoro o della sicurezza dell’occupazione.
Gli operai verranno infatti messi in cassa integrazione. Nel frattempo, verranno convocati uno a uno per essere selezionati e per firmare il contratto individuale che li vincolerà indissolubilmente ai termini dell’accordo.
Molti probabilmente verranno scartati, perché maestranze che nel 2012 avranno un’età media di 48 anni, per il 30 per cento composte da donne, e per il 30 con ridotte capacità lavorative, non possono certo reggere i ritmi di lavoro previsti dall’accordo.
Liberamente tratto dal blog di Guido Viale che invito a visitare
Quell’accordo, che ogni lavoratore dovrà poi sottoscrivere individualmente, se vuole essere riassunto dalla nuova società (NewCo), prevede una gravissima limitazione del diritto di sciopero e l’abolizione della rappresentanza elettiva a favore di una gestione dei contenziosi affidata ai sindacati firmatari, senza alcun miglioramento delle condizioni di lavoro o della sicurezza dell’occupazione.
Gli operai verranno infatti messi in cassa integrazione. Nel frattempo, verranno convocati uno a uno per essere selezionati e per firmare il contratto individuale che li vincolerà indissolubilmente ai termini dell’accordo.
Molti probabilmente verranno scartati, perché maestranze che nel 2012 avranno un’età media di 48 anni, per il 30 per cento composte da donne, e per il 30 con ridotte capacità lavorative, non possono certo reggere i ritmi di lavoro previsti dall’accordo.
Liberamente tratto dal blog di Guido Viale che invito a visitare
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giovedì 17 giugno 2010
la vera partita si sta giocando non sull’occupazione ma sui diritti
Crede che questo accordo cambi in maniera irreversibile le relazioni industriali?
Non so se in maniera irreversibile ma certo questo accordo lancia un segnale forte di arretramento e rischia di creare un precedente pericoloso per tutte le categorie. Sicuramente in questo momento altre aziende stanno alla finestra ad aspettare di vedere come va a finire per poi chiedere anche loro deroghe ai contratti nazionali, nuove prestazioni ecc. E’ ormai evidente che la vera natura della globalizzazione è venuta allo scoperto. Si dice in maniera chiara che per competere bisogna accettare condizioni di lavoro meno favorevoli in linea con quelle dei paesi in via di sviluppo. La globalizzazione non è il messia che volevano farci credere. Certo in Cina, in India, in Brasile una gran fetta della popolazione ha oggi più possibilità di ieri ma per l’insieme dei lavoratori è stata una grande sconfitta. La precondizione alla globalizzazione economica, ci hanno sempre detto, era che i diritti dei paesi benestanti si sarebbero diffusi, oggi scopriamo che avviene il contrario. Non solo, questo arretramento addirittura si teorizza come unico modello di sviluppo.
leggi il resto dell'intervista
l'accordo separato
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