non è solo un
romanzo poliziesco, è una tragica
realtà.
Sabato sera pre natalizio, nelle ricche stradine del centro della mia città d'arte, tra tanti passanti attirati dalle bancarelle e dalle sfavillanti vetrine dei negozi di lusso (gli unici che fanno affari d'oro), abbiamo commemorato le vittime di
femminicidio.
Lumini di carta rosata formano il numero delle vittime in Italia dall'inizio di quest'anno.
Un numero di omicidi incredibile e assurdo per un paese civile, democratico, membro dell'UE, nel terzo millennio.
Già definito delitto passionale, derubricato ad attenuante nei tribunali della repubblica, il femminicidio dovrebbe costituire un'aggravante in caso di omicidio in quanto degenerazione della volontà di possesso di un uomo su di una donna.
Le brevi storie di queste vittime, raccontano di dominio e di possesso come nella celebre trilogia Millennium e spesso terminano con il suicidio dell'assassino.
Le mura domestiche sono il luogo più pericoloso per le donne. Le molestie, lo stalking, le violenze verbali e fisiche sulle donne, avvengono prevalentemente in casa o comunque in luoghi conosciuti come al lavoro.
Tra gli uomini che uccidono le loro compagne, ci sono diversi uomini armati: agenti delle forze dell'ordine, guardie giurate, cacciatori...