Non ricordo più se i giudici Falcone, Morvillo e Borsellino, saltati in aria con le scorte, 11 persone assassinate, prima della "discesa in campo" di B., abbiano avuto il funerale di Stato e il lutto nazionale.
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martedì 13 giugno 2023
Poca memoria
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mercoledì 8 agosto 2012
la pena di morte
Dove non arrivano le armi, arrivano gli attacchi degli "azzeccagarbugli".
Il pg di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, commemorando il giudice Paolo Borsellino, ha parlato chiaro e forte: "Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra la negazione dei valori di giustizia e legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere"
Antonio Ingroia dice:"L'opera è a buon punto, siamo nella stanza della verità... ci sono ancora molti angoli bui in questa stanza perchè troppi hanno sbarrato le finestre, hanno spento le luci..."
Forse si sono allarmati e la reazione non si è fatta attendere. La procura generale della Cassazione ha aperto un fascicolo per valutare se avviare l'indagine disciplinare... leggere tutto l'articolo qui
fonti: Il Fatto Quotidiano e canale youtube sanremo meetup338
Post scriptum:
Secondo Post scriptum:
Dato l'indecente silenzio della quasi totalità della stampa italiana, non ci restano che le nostre firme. Esprimiamo il sostegno ai magistrati coraggiosi che vogliono isolare e punire.
Qui per firmare nella pagina de Il Fatto Quotidiano
Il pg di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, commemorando il giudice Paolo Borsellino, ha parlato chiaro e forte: "Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra la negazione dei valori di giustizia e legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere"
Antonio Ingroia dice:"L'opera è a buon punto, siamo nella stanza della verità... ci sono ancora molti angoli bui in questa stanza perchè troppi hanno sbarrato le finestre, hanno spento le luci..."
Forse si sono allarmati e la reazione non si è fatta attendere. La procura generale della Cassazione ha aperto un fascicolo per valutare se avviare l'indagine disciplinare... leggere tutto l'articolo qui
La domanda è sempre la stessa: CHI E' STATO?
fonti: Il Fatto Quotidiano e canale youtube sanremo meetup338
Post scriptum:
Venerdì 24 agosto 2012, alle ore 21 in piazza a Mossano (VI),
Antonio Ingroia presenta il suo libro "Palermo: gli splendori e le miserie. L'eroismo e le viltà", Melampo.
Antonio Ingroia presenta il suo libro "Palermo: gli splendori e le miserie. L'eroismo e le viltà", Melampo.
Descrizione tratta dal sito: ibs "Palermo, il luogo dove tutto ha inizio e dove tutto finisce. Palermo splendida e ammaliante. Palermo corrotta e irredimibile. A Palermo la corruzione è fisica, tangibile ed estetica: una bellissima donna, sfatta, gonfia di umori guasti, le unghie nere, è però egualmente, arcanamente bella. Palermo è la storia della Sicilia, tutte le viltà e tutti gli eroismi, le disperazioni, i furori, le sconfitte, le ribellioni". Così scriveva Giuseppe Fava, che narrò la Sicilia con indignazione e furore carnali. Trent'anni dopo Antonio Ingroia narra una Palermo eccessiva, carica, dai colori fortissimi, fino a stordire. Una città specchio d'Italia, contraddizione perenne, dove le storie si fanno Storia. Dove si alternano e si combattono la tragedia e la speranza. Ma dove non trova posto la rassegnazione all'eterno ritorno."
Parteciperanno all'incontro: Loris Mazzetti, Beppino Englaro, Albino Bizzotto, Bepi de Marzi, Rossella Cantoni, Giannico Rodighiero, Gianfranco Bettin, Francesca Lazzari.
Secondo Post scriptum:
Dato l'indecente silenzio della quasi totalità della stampa italiana, non ci restano che le nostre firme. Esprimiamo il sostegno ai magistrati coraggiosi che vogliono isolare e punire.
Qui per firmare nella pagina de Il Fatto Quotidiano
mercoledì 18 luglio 2012
CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO
Ieri sera al Teatro Astra di Vicenza Giuseppe Ayala ci ha parlato dell'umanità di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, raccontandoci la storia d'Italia dal 1981 al 1992.
Ci ha resi partecipi della loro amicizia personale e professionale.
Non è stata una conferenza; nei giardini del teatro Astra era allestito un palco e il magistrato, non attore, se l'è cavata benissimo con la sua splendida presenza scenica e la sua voce accattivante.
Penso ci sia affinità tra il mestiere di magistrato e quello di attore.
Era accompagnato da un'attrice professionista che scompariva di fronte a lui, sembrava colombina in una riduzione scadente di una commedia di Goldoni.
Ayala è una persona dotata di ironia e si è commosso per il nostro lungo e caloroso applauso.
Pochi ricordano che Ayala fu il pubblico ministero che al maxi processo, vinse contro la mafia!
Un fatto inedito, epocale che ridiede credibilità al nostro paese... ma non ci fu nessun riconoscimento, neanche un grazie.
Ha racconto che dopo il cambio ai vertici della Procura, gli assegnavano solo delitti contro l'enel (furto di energia elettrica). Attualmente esercita presso la Corte d'Appello a L'Aquila.
La realtà è sempre avanti alla fantasia.
Non eroi, non vittime sacrificali, ma uomini dotati di valori, di senso civico e di servizio. Uomini colti, intelligenti, miti e straordinari. Ne abbiamo ancora un grande bisogno.
dalle note degli organizzatori:
Dopo quasi vent’anni dal drammatico 1992 - che ha visto la tragica scomparsa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino - Giuseppe Ayala ha deciso di raccontare la sua verità, mettendosi alla prova con un nuovo mezzo comunicativo: il teatro. La storia di quegli anni e la straordinaria esperienza vissuta al fianco di Falcone e Borsellino (con i quali condivise la vita professionale quotidiana, ma soprattutto una profonda amicizia), danno vita ad un “incontro-spettacolo” che pone l’attenzione sulla Sicilia, su Cosa Nostra, sulla politica e la giustizia italiana di allora…come di oggi. E’ una storia di vittorie enormi, di alcuni fallimenti, di speranze deluse e tanti luoghi comuni, primo fra i quali che “le stragi fermarono il pool anti-mafia”. “Il nostro lavoro non si arrestò per la reazione di Cosa Nostra; noi fummo fermati da pezzi delle istituzioni dello Stato! E’ venuto il momento di chiarirlo”(G.Ayala).
In scena un grande albero di Magnolia, simbolo palermitano della lotta alla mafia. Coadiuvato da musiche originali e dalla proiezione di filmati storici, lo spettacolo è idealmente diviso in 3 sezioni: la prima, dedicata ai giudici Falcone e Borsellino e al loro rapporto con Ayala. Per anni condivisero momenti difficili, drammatici ma entusiasmanti allo stesso tempo; un legame cementato dal trascorrere del tempo lavorando fianco a fianco, ma anche dai viaggi e dalle serate trascorse assieme… fino alla loro tragica scomparsa. Nella seconda parte “rivive” lo storico maxiprocesso del quale Ayala fu pubblico ministrero. Considerata la prima, grande reazione dello Stato a Cosa Nostra, si svolse in un aula bunker costruita appositamente. Il processo terminò dopo quasi due anni, il 16 dicembre 1987. Per leggere la sentenza servì oltre un'ora: 2.665 anni di condanne al carcere vennero divisi fra i 360 colpevoli, oltre agli ergastoli per i 19 boss principali. Durante l’ultima sezione dello spettacolo, Ayala affronta i temi di oggi: le tante indagini ancora aperte, la grande eredità lasciata da Falcone e Borsellino. Lo fa con eleganza ed umanità ed una comunicativa fuori dal comune, capace di affascinare e conquistare il pubblico che lo segue con il fiato sospeso. In lui c’è la partecipazione di chi quelle vicende le ha vissute sulla sua pelle: c'è gran parte della sua vita sul palco. Ma soprattutto c'è il suo irrefrenabile, deciso, fortissimo desiderio di non far dimenticare, di lasciare una traccia per i più giovani. Non è un attore Ayala, ma uno straordinario oratore dalla voce inconfondibile che sa arrivare dritto al cuore e a chi gli domanda se, almeno in parte, si senta un eroe, risponde: "sono solo una persona come tutti gli altri".
P.S. alla domanda: "cosa si aspetta da questo processo", il fine linguista e bibliofilo, Dell'Utri, risponde "un cazzo" e poi trova il modo di definire "pazzo" il magistrato Ingroia.
Il solito copione di delegittimazione... dejà vu
P.S. alla domanda: "cosa si aspetta da questo processo", il fine linguista e bibliofilo, Dell'Utri, risponde "un cazzo" e poi trova il modo di definire "pazzo" il magistrato Ingroia.
Il solito copione di delegittimazione... dejà vu
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sabato 17 luglio 2010
Fuori la mafia dallo Stato
Per conoscere l'iniziativa clicca sull'immagine
Sarà possibile seguire le tre giornate di manifestazione in diretta streaming presso il sito www.19luglio1992.com
Il 19 luglio 2010 sono in programma iniziative nelle seguenti città: RAVENNA, PADOVA, MACERATA, FANO, MILANO, BOLOGNA, GENOVA. Tutte le informazioni presso questo LINK.
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