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venerdì 2 novembre 2018
Mettere su famiglia
Ministero della famiglia, aiuti alla famiglia, family day... la famiglia, abusato argomento politico e nucleo essenziale della società civile, non te la puoi scegliere, ti capita.
Un affare di famiglia di Hirokazu Kore'eda ce ne mostra una felice, per la quale "vale la pena di andare in prigione", i cui menbri si sono scelti nonostante le regole e le convenzioni sociali o forse proprio per rispondere a importanti esigenze di sopravvivenza alle regole e alle "normali" relazioni sociali in cui il legame è anche possesso.
Premiato al Festival di Cannes, questo film invita a riflettere sul concetto di rapporto familiare e quindi, di conseguenza, su quello di società.
Accoglienza è la parola chiave di questo messaggio.
Da non perdere.
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martedì 11 luglio 2017
sistema disumanizzante
Non sono un cliente, né un consumatore, né un utente, non sono un lavativo, un parassita, né un mendicante, né un ladro, non sono un numero di previdenza sociale, né un puntino su uno schermo.
Ho pagato il dovuto, mai un centesimo di meno, orgoglioso di farlo.
Non chino mai la testa, ma guardo il prossimo negli occhi e lo aiuto quando posso.
Non accetto e non chiedo elemosina.
Mi chiamo Daniel Blake, sono un uomo e non un cane; come tale esigo i miei diritti, esigo di essere trattato con rispetto.
Io, Daniel Blake, sono un cittadino. Niente di più e niente di meno.
tratto da qui
Confesso che sui titoli di coda ho pianto per il realismo facile da riconoscere...
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Ken Loach
martedì 20 ottobre 2015
Iper-realista
di Yorgos Lanthimos - 2015
trailer
Gli ingredienti per consigliarne caldamente la visione, ci sono tutti :
il futuro immaginato, le istituzioni totali, l'assurdità delle regole e delle imposizioni, l'amore, la solitudine e l'umanità.
Un film che per iper-realismo ricorda "Il piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza" di Roy Andersson
giovedì 23 gennaio 2014
Felicità
Carlo Mazzacutati se ne è andato ieri.
Era un italiano di cui si poteva andare fieri.
Ci ha lasciato l'ultimo film La sedia della felicità
Era un italiano di cui si poteva andare fieri.
Ci ha lasciato l'ultimo film La sedia della felicità
sabato 18 gennaio 2014
Nebraska
alcuni motivi per andare a vedere il film Nebraska di A.Payne:
per la sua splendida fotografia in bianco e nero;
perchè è una fotografia dell'America (USA);
perchè Woody (uno dei protagonisti) è un archetipo e un paradigma degli stati di mezzo, dell'immenso continente USA;
perchè ci mostra gli statunitensi così come sono e non attraverso la "macchina dei sogni" hollywoodiana;
per gli attori bravissimi e così lontani da quelli dello star-system;
perchè ci ricorda di "non credere a quello che ci dicono";
perchè ci mostra, senza giudicarle, le disastrose relazioni umane tra gli elettori del presidente più influente del mondo;
per la bellezza della regia;
per la sua cruda attualità che lo rende politico;
per la "pietas" del figlio David verso il padre;
e per molti altri motivi...
per la sua splendida fotografia in bianco e nero;
perchè è una fotografia dell'America (USA);
perchè Woody (uno dei protagonisti) è un archetipo e un paradigma degli stati di mezzo, dell'immenso continente USA;
perchè ci mostra gli statunitensi così come sono e non attraverso la "macchina dei sogni" hollywoodiana;
per gli attori bravissimi e così lontani da quelli dello star-system;
perchè ci ricorda di "non credere a quello che ci dicono";
perchè ci mostra, senza giudicarle, le disastrose relazioni umane tra gli elettori del presidente più influente del mondo;
per la bellezza della regia;
per la sua cruda attualità che lo rende politico;
per la "pietas" del figlio David verso il padre;
e per molti altri motivi...
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