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giovedì 12 gennaio 2023

E' tempo di anniversari: invito a leggere il post dell'amico Alligatore.

Voglio ricordare Fabrizio de Andrè, che ci ha lasciato nel gennaio del 1999 senza aver visto il nuovo millennio. Meglio per lui, chissà cosa direbbe oggi.

In questi tempi bui, il suo spirito anarchico, la sua intelligenza brillante, la sua ironia e la sua musica, sono stati di conforto per chi ha conservato la propria umanità.

Voglio ricordarlo con questa canzone, sempre seduto dalla parte del torto

domenica 12 gennaio 2014

seduti dalla parte del torto


 
Coltivando tranquilla
l’orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un’anestesia
come un’abitudine

  
“Le maggioranze hanno la cattiva abitudine di guardarsi alle spalle e di contarsi …
dire “Siamo 600 milioni, un miliardo e 200 milioni…” 
e, approfittando del fatto di essere così numerose,
pensano di poter essere in grado, 
di avere il diritto, 
soprattutto,
di vessare, di umiliare le minoranze.”

(Fabrizio De Andrè)

martedì 22 marzo 2011

Primavera



Primavera non bussa lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano...

venerdì 23 luglio 2010

lunedì 14 giugno 2010

la maggioranza non ha ragione

Coltivando tranquilla
l’orribile varietà
delle proprie superbie 
la maggioranza sta 
come una malattia
come una sfortuna
come un’anestesia
come un’abitudine



Le maggioranze hanno la cattiva abitudine di guardarsi alle spalle e di contarsi …dire “Siamo 600 milioni, un miliardo e 200 milioni…” e, approfittando del fatto di essere così numerose, pensano di poter essere in grado, di avere il diritto, soprattutto, di vessare, di umiliare le minoranze.”
(Fabrizio De Andrè)

domenica 26 luglio 2009

Parole sante

E' arrivata l'estate e con lei gli spettacoli all'aperto. Ieri sera sono stata a vedere e sentire Ascanio Celestini e la sua band di ottimi musicisti. Lo spettacolo "Parole sante" è diventato anche un cd, il primo in cui Ascanio canta. Ed è una rivelazione!
Da troppo tempo ero orfana di Fabrizio De Andrè e di Giorgio Gaber (ma non quello descritto dalla sua potente moglie), di buona musica e testi intelligenti che leggono la realtà.
Alla fine dello spettacolo, la sensazione è che l'aria che tira è proprio mefitica ma che nelle canzoni si può trovare uno spiraglio, un suggerimento, una goccia di saggezza e di miele...
Grazie all'Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza per le bellissime iniziative che offre dopo dieci lunghi anni di aridità.