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lunedì 17 marzo 2025

Ancora sugli intellettuali

Elena Basile – Il tradimento (di oggi) dei chierici

Nel 1927, uno scrittore di nome Julien Benda ha scritto un libro in cui diceva che moltiavevano smesso di cercare la verità e la bellezza, seguendo invece idee politiche sbagliate. Oggi, alcuni intellettuali parlano di un’Europa democratica, ma in realtà l’Europa ha problemi e non è così democratica come dicono. Molti di loro non vedono le ingiustizie che accadono in altri paesi, come la Palestina, e si concentrano solo su ciò che fanno gli altri. È importante che gli intellettuali cerchino la verità e si oppongano alla guerra, invece di seguire solo le idee di chi ha più potere.

Nel 1927 Julien Benda scrisse Il tradimento dei chierici, cioè degli intellettuali, che fu poi ripubblicato e portato a maggiore visibilità nel 1946. Lo scrittore nel saggio stigmatizzava l’intellighenzia del suo tempo che aveva rinunciato alla ricerca della e della bellezza, abbracciando le ideologie nazionaliste oppure comuniste, scegliendo di divenire funzionali a una parte, a una politica partigiana sulla base di presupposti aprioristici.

Leggo le dichiarazioni degli intellettuali del centrosinistra, di coloro i cui libri invadono le librerie Feltrinelli e sono pubblicizzati, a prescindere dal contenuto e dal vero valore letterario o saggistico, in modo esagerato a svantaggio di tanti altri autori. Come non pensare a Julien Benda? Gli intellettuali scendono in campo per una visione intrisa di suprematismo bianco, in base alla quale l’Europa sarebbe democratica e avrebbe una civiltà superiore rispetto a quella di tanti altri Paesi, Cina, Russia, l’intero Sud globale. L’America di Trump viene demonizzata come se essa non fosse un prodotto e per molti versi la continuazione dei quella di Biden.

Pasolini affermava: “Io sono un intellettuale, quindi so”. Anche lui credeva che la funzione primaria dell’intellighenzia fosse andare oltre le apparenze e il linguaggio del potere. Cercare la verità intesa come l’interpretazione più vicina alla realtà. È terrificante osservare come gli uomini di cultura ripetano parole vuote di significato. Scendono in piazza per l’“Europa democratica”. Eppure l’Europa come tutti sanno ha una architettura istituzionale autocratica. Non conosce la separazione dei poteri, la base dello Stato di diritto. Il Parlamento non esercita alcuna funzione legislativa né ha reali poteri di controllo. La Commissione europea ha varato un piano di riarmo di 800 miliardi cambiando le regole vigenti ed eliminando l’austerità soltanto per le spese di difesa. Il Consiglio dei capi di Stato e di governo, il Consiglio dei ministri, che imprime l’indirizzo politico, stipula senza mandato accordi che rispondono alle gerarchie tra gli Stati membri. Abbiamo insomma un club non eletto dai cittadini che ha un deficit democratico riconosciuto e applica politiche neo-liberiste, decide il riarmo, un incremento dell’1,5% della spesa militare per i singoli Stati al di fuori delle regole di equilibrio dei conti, applicate invece severamente per le spese per lo Stato sociale, un club, non uno Stato federale, privo di una reale politica estera comune e quindi di una difesa comune che presuppone l’individuazione degli interessi dei popoli europei.

In questa sede è difficile poter fare una disamina del fallimento odierno dell’Europa rispetto agli ideali che ne hanno animato il progetto prima di Maastricht. In un piccolo saggio, che sarà pubblicato in autunno da Paperfirst, esaminerò come le dinamiche di questa Europa abbiano affossato gli obiettivi di pace e prosperità, democratici e sociali. Come mai allora l’intellighenzia asseconda una tale mistificazione e unisce la propria voce al coro nauseabondo che invoca armi per la continuazione dellacontro la Russia? Siamo per l’aggredito contro l’aggressore, balbettano come scolaretti ottusi. Noi abbiamo violato altri principi del diritto internazionale: non ingerenza negli affari interni di un altro Paese, autodeterminazione dei popoli, indivisibilità della sicurezza. Come mai questi intellettuali sono così strabici e vedono soltanto le violazioni altrui, non le nostre? Nello stesso istante in cui stigmatizzano la Russia per l’invasione di un Paese, trasformato in una pedina atlantica, non levano la voce contro Israele, che continua impunemente a commettere crimini di guerra. I leader della democratica Europa esprimono simpatia e solidarietà a “Bibi”, votando contro il cessate il fuoco nelle risoluzioni dell’Onu, contro la maggior parte degli altri “non democratici” Paesi membri.

Gli intellettuali che difendono l’Europa “democratica” non pronunciano una sola parola per lo Stato libero di Palestina, per le sanzioni allo Stato terrorista Israele. Un popolo inerme, donne e bambini, 70 mila civili massacrati e gli intellettuali tacciono oppure piagnucolano, balbettando slogan di parte relativi al diritto di difendersi di uno Stato che occupa dal 1967 territori non propri e applica forme di apartheid. Chi sono dunque questi scrittori, questi editorialisti così poco capaci di cercare la verità e la bellezza, così proni verso laoccidentale, come è possibile che abbiano perso l’uso della ragione? Pasolini e Moravia scenderebbero in piazza contro la guerra, contro questo grottesco club antidemocratico, neoliberista, classista e bellicista, asservito alle lobby delle armi, per l’Europa, tutta da costruire, federale e sociale che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Fonte: L'Antidiplomatico 

lunedì 14 giugno 2021

Hanno ripreso a circolare anche le teste di ca**o

[...] anche loro hanno il diritto a partecipare a questa impresa collettiva di tutti per ricorstruire il futuro di pochi e questa, signori, è la democrazia [...]
 
Il messaggio di fine stagione da parte di Paolo Rossi a Propaganda Live

domenica 15 novembre 2015

Libertà e Democrazia



seguo le notizie sui media mainstream:
Libertà e Democrazia sarebbero gli obiettivi di chi ha pensato e realizzato l'ultimo attentato terroristico in Europa; una "certezza" seguita da fiumi di parole per ricordarci di avere paura.

Stato di emergenza e chiusura delle frontiere sono stati annunciati fin dalle prime ore dal Presidente dei Francesi.
Lo stato di emergenza e la chiusura delle frontiere sono proprio gli obiettivi di chi vuole seminare la paura (terroristi) perchè sono la negazione della Libertà e della Democrazia:

Lo stato d’emergenza, dichiarato su tutto il territorio francese in seguito agli attentati di venerdì 13 novembre, è una misura straordinaria che dà poteri speciali ai prefetti e permette di dichiarare il coprifuoco, interrompere la libera circolazione, impedire qualsiasi forma di manifestazione pubblica e chiudere luoghi come le sale da concerto e i bar. Consente inoltre il controllo dei mezzi d’informazione e permette alle forze dell’ordine perquisizioni a domicilio di giorno e di notte.
fonte: Internazionale

nel gennaio scorso scrissi: 
Eredità della Rivoluzione Francese, la Libertà è l'imprescindibile conquista e fondamento della nostra civiltà. Quest'ultimo atto di terrorismo può motivare "un giro di vite" in cui la vittima può paradossalmente, essere proprio la libertà.
 
Concordo con Emergency:
Diritti, democrazia e libertà sono l'unico modo di spezzare il cerchio della violenza e del terrore

giovedì 23 luglio 2015

martedì 14 luglio 2015

così vicini, così lontani

Oggi 14 luglio 2015 la sonda New Horizons, lanciata nel 2006, dovrebbe raggiugere Plutone; 
non siamo mai stati così vicini al nono pianeta del sistema solare e così lontani dalla democrazia e dai valori del 14 luglio 1789
libertà - fraternità e uguaglianza


Il capitalismo-neoliberista che permea, ispira e muove gli attuali vertici UE, manifesta ogni giorno di più, la volontà di un ritorno al medioevo e il tradimento dei valori fondativi della stessa Unione Europea e di tutte le istituzioni civili.

Grandissimi figli di ....  
(non finisco la frase per non offendere con l'accostamento, quelle signore, spesso sfruttate)

giovedì 2 luglio 2015

della Democrazia

Il referendum è uno strumento di democrazia diretta, che consente agli elettori di pronunciarsi senza intermediario alcuno su un tema specifico oggetto di discussione.
In Italia è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all'art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana

Il governo greco indice un referendum per decidere se accettare o respingere il piano UE. Il tema è capitale per il futuro del popolo, si tratta di una scelta democratica che in Europa tutti dovrebbero rispettare e appoggiare senza "suggerirne" (minaccia - intimidazione) l'esito. E invece la cronaca di queste ore...

Ναι 
È invece fortemente probabile che un'eventuale vittoria dei "sì" metta le ali alla tracotanza ideologica dei vari falchi dell'austerità, gli Schäuble e i Katainen, per intenderci: e che dunque le pur timide proposte di riforma della Ue e della moneta unica avanzate anche dal premier italiano Renzi vengano sotterrate dall'euforica valanga degli ultrà merkeliani...

Όχι
... una vittoria dei "no" costringerebbe tutti i governi Ue - anche al lordo della situazione in Grecia - a ripensare profondamente quelle regole e quei trattati, a costruire un'Europa dalle fondamenta (cioè dalla politica e dalla rappresentanza) anziché dal tetto (la moneta)...

liberamente tratto dal post Perché all'Italia, invece, conviene il "no"


Stralcio del discorso del premier greco alla nazione tratto da il manifesto
E sono del tutto sicuro che la vostra scelta farà onore alla sto­ria della nostra patria e man­derà un mes­sag­gio di dignità in tutto il mondo. In que­sti momenti cri­tici dob­biamo tutti ricor­dare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. La Gre­cia è e rimarrà una parte impre­scin­di­bile dell’Europa, e l’Europa è parte impre­scin­di­bile della Gre­cia. Tut­ta­via un’Europa senza demo­cra­zia sarà un’Europa senza iden­tità e senza bussola.

venerdì 9 luglio 2010

un motivo in più contro la legge bavaglio

Tra le conseguenze devastanti che la cosiddetta legge Bavaglio avrà per la democrazia, la legalità e la libertà di espressione, ve ne sono alcune che riguardano direttamente i siti informatici. Anche se spero che la legge non venga mai promulgata, è ragionevole prepararsi ad affrontare concretamente il futuro che aspetta blog, siti web ed attività in rete.

L’ obbligo di rettifica
Articolo 1 comma 29: [...] Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.

Come scrive Guido Scorza, l’obbligo perentorio di gestire una richiesta di rettifica con questi tempi mette chi gestisce un sito, di fronte a rischi, non solo per le sanzioni fino a 12.500 euro:

che siate un blogger, il gestore di un “sito informatico” o piuttosto abbiate un canale su You Tube, in un momento qualsiasi, magari nel mezzo delle Vostre agognate vacanze, qualcuno potrebbe chiedervi di procedere alla rettifica di un’informazione pubblicata e Voi ritrovarvi costretti a scegliere se dar seguito alla richiesta senza chiedervi se sia o meno fondata, rivolgervi ad un avvocato per capire se la richiesta meriti accoglimento o, piuttosto, opporvi alla richiesta, difendendo il vostro diritto di parola ma, ad un tempo, facendovi carico di grosse responsabilità.

per leggere tutto l'articolo di Jan Reister: Legge bavaglio, scenari per blog e Nazione Indiana

Guido Scorza fa un'analisi dettagliata degli articoli

Giuseppe Civati, Paolo Gentiloni, Matteo Orfini si chiedono se i parlamentari di PDL e Lega che fanno parte dell'intergruppo web 2.0 e nei convegni si esprimono a difesa della libertà d'espressione in rete, sosterranno questa legge.

mercoledì 9 dicembre 2009

La "cosa" Berlusconi

No-B day
Pubblicato in
il Quaderno di Saramago da massimolafronza il 7 Dicembre 2009


di José Saramago

Se Cicerone vivesse ancora tra voi, italiani, non direbbe: “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”, ma piuttosto:“Fino a quando, Berlusconi, attenterai contro la nostra democrazia?”. Si tratta di questo. Con la sua particolarissima opinione sulla ragione d’essere e il significato dell’istituzione democratica, Berlusconi ha trasformato in pochi anni l’Italia nell’ombra grottesca di un Paese e una grande parte degli italiani in una moltitudine di burattini che lo seguono trascinandosi e senza rendersi conto di camminare verso l’abisso della dimissione civica definitiva, verso il discredito internazionale, verso il ridicolo assoluto.

Con la sua storia, la sua cultura, la sua innegabile grandezza, l’Italia non merita il destino che Berlusconi ha tracciato con cinica freddezza e senza la minima traccia di pudore politico, senza il più elementare senso di vergogna per se stesso. Mi piace pensare che la gigantesca manifestazione di oggi contro la “cosa” Berlusconi, durante la quale verranno lette queste parole, si trasformerà nel primo passo verso la libertà e la rigenerazione dell’Italia. Per fare questo non sono necessarie armi, bastano i voti. Ripongo in voi tutta la mia speranza.

mercoledì 16 settembre 2009

ECCO PERCHE’ MANIFESTIAMO



Disegni di legge bavaglio. Azioni forti in sedi giudiziarie. Continue, giornaliere invettive pubbliche dei potenti, a cominciare dal premier, contro giornali e giornalisti, considerati non graditi.
Una minaccia aperta per chi fa informazione. E un attacco al diritto delle italiane e degli italiani a conoscere i fatti che contano.
L’allarme è molto alto nel Paese.
Non è la prima volta che è stata necessaria la mobilitazione anche contro governi di diversi da quello attuale. Ma oggi si sta vivendo una fase di grande pericolo, con attacchi senza precedenti.

I giornalisti non si faranno mettere il guinzaglio.
Il mondo dell’informazione, assieme al mondo del lavoro ed alla società civile, è chiamato a scongiurare questo pericolo.
L’informazione è il pilastro di ogni democrazia e la sua funzione non appartiene alla disponibilità del potere di turno.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ritiene che ogni ferita che il sistema dei media subisce determini un forte contraccolpo alla libertà di tutti.
Per questo motivo, la Fnsi rivolge un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini perché, senza distinzione di parte o di schieramento, raccolgano l’invito a partecipare a questa grande iniziativa di Roma.
Sosteniamo i principi e i valori dell’articolo 21 della Costituzione e tuteliamo il diritto inalienabile di ogni cittadino a un’informazione libera, completa e plurale. Un’informazione che non deve subire alcuna forma di bavaglio.

tratto dal blog fnsi-libera-informazione.blogspot.com

domenica 26 luglio 2009

Parole sante

E' arrivata l'estate e con lei gli spettacoli all'aperto. Ieri sera sono stata a vedere e sentire Ascanio Celestini e la sua band di ottimi musicisti. Lo spettacolo "Parole sante" è diventato anche un cd, il primo in cui Ascanio canta. Ed è una rivelazione!
Da troppo tempo ero orfana di Fabrizio De Andrè e di Giorgio Gaber (ma non quello descritto dalla sua potente moglie), di buona musica e testi intelligenti che leggono la realtà.
Alla fine dello spettacolo, la sensazione è che l'aria che tira è proprio mefitica ma che nelle canzoni si può trovare uno spiraglio, un suggerimento, una goccia di saggezza e di miele...
Grazie all'Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza per le bellissime iniziative che offre dopo dieci lunghi anni di aridità.

venerdì 3 luglio 2009

Stanchi di democrazia

... Come la storia ci insegna, le dittature terminano con la morte del dittatore...
Il momento è propizio: la paura è diffusa ovunque, sia verso lo straniero, migrante invasore, sia per l'impoverimento causato dalla grande crisi finanziaria.
... Il popolo che non ha pratica democratica può scambiare la libertà di delinquere come una conseguenza della democrazia... Un Parlamento che riduce la sua attività nel discutere e approvare leggi, ma ratifica i Decreti del Governo, è un segnale di pericolo. Una amministrazione pubblica che non fa pagare le tasse... ma aumenta il debito pubbblico è un segnale di pericolo...

La Democrazia è la più evoluta forma di convivenza civile, difficile da mantenere, richiede cittadini con cultura e pazienza politica...
Il problema è che gli italiani non hanno esperienza di Democrazia, prima era l'impero straniero, poi una monarchia costituzionale "piemontese". Poi il fascismo, poi una Democrazia "sotto tutela", senza alternanze, fino al crollo del "muro" che divideva il mondo.
Due decenni perchè un popolo impari a vivere la Democrazia sono pochi, questo è il maggiore dei pericoli.

Liberamente tratto da Biolcalenda

venerdì 29 maggio 2009

L'Italia vista da fuori

Il Financial Times non è stato tenero con l'Italia e gli italiani.
Insieme a El Pais ha descritto la nostra situazione pericolosa e di cattivo esempio per gli altri paesi. Sulle colonne del quotidiano britannico si esprime stupore per l'atteggiamento degli italiani che di fronte alle palesi violazioni delle più elementari norme della democrazia, non reagiscono e non mettono sotto accusa il capo del governo. Non si capacitano come di fronte a tanta volgarità e disprezzo delle regole di convivenza civile, non vi sia un naturale e spontaneo rifiuto. Anzi sembra che gli italiani si riconoscano in queste pratiche, che il capo del governo incarni queste aberrazioni che non sono altro che la vera fotografia degli italiani; un impunito, praticamente un eroe.
Secondo alcuni quotidiani italiani, la popolarità di Berlusconi non ha risentito delle ultime gravi e penose vicende e che non vi sia alcuna preoccupazione per quanto accade, nel frattempo, in Parlamento.

Dopo la capitolazione e la distruzione di quasi tute le città, il popolo tedesco si svegliò da una sorta di lungo sonno ipnotico durante il quale "non sapeva, credeva che tutto andasse bene, era comodo eseguire gli ordini senza pensare".
Cosa dovrà accadere affinchè il popolo italiano si svegli?