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venerdì 4 febbraio 2022

Odio gli indifferenti

Domani i nostri nipoti ci domanderanno cosa abbiamo fatto durante questo nero periodo della storia.

Vorranno sapere se ci siamo adeguati al "va tutto bene" o se ci siamo battuti contro le discriminazioni.

Noi l'abbiamo chiesto ai nostri nonni: volevamo sapere se esserne fieri o doverci vergognare, volevamo sapere se avevano capito e da che parte stavano. 

I giovani non sopportano chi non sceglie il campo, chi non distingue le ingiustizie, chi non si schiera in difesa degli offesi.

I giovani non accettano le mezze misure: bianco o nero; d'accordo o contrario; non accettano le risposte vaghe e non tollerano l'indifferenza. 

Gramsci scriveva: Odio gli indifferenti

...il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

...mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.


P.S. Il Sommo Poeta ha messo gli Ignavi all'inferno nel III canto

 


venerdì 14 ottobre 2011

"per quanto voi vi credete assolti, siete per sempre coinvolti..."





15 OTTOBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE  A ROMA

PEOPLES OF EUROPE, RISE UP!

Corteo da piazza della Repubblica a 

Piazza San Giovanni 

ore 14.00




"Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti".


Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917