lunedì 2 marzo 2026

La guerra

"La guerra non è fatta per essere vinta. È fatta per essere continua. L'atto essenziale della guerra moderna è la distruzione del prodotto del lavoro umano. Una società gerarchica è possibile solo sulla base della povertà e dell'ignoranza. In linea di principio, lo sforzo bellico è sempre pianificato per mantenere la società sull'orlo della fame. La guerra è condotta dal gruppo dominante contro i propri sudditi, e il suo obiettivo non è la vittoria sull'Eurasia o sull'Estasia, ma mantenere intatta la struttura stessa della società"

George Orwell, 1984




Il Ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, ha dichiarato che durante gli ultimi negoziati — in cui l’Oman ha svolto il ruolo di mediatore — l’Iran aveva sostanzialmente accettato le richieste statunitensi, inclusa la condizione del «livello zero» per l’accumulo di uranio arricchito.
Poche ore dopo, Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran.

visto qui


Droni su Ras Tanura. Paralizzata una delle più grandi raffinerie di petrolio del mondo
La raffineria di petrolio di Ras Tanura in Arabia Saudita ha cessato le operazioni dopo un attacco con droni nella zona, ha riferito Bloomberg, citando tre fonti a conoscenza della questione.
Saudi Aramco, la compagnia petrolifera che gestisce la raffineria e che ha preso la decisione di chiuderla, non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito... L'articolo prosegue qui


L'Iran ha colpito le raffinerie di compagnie statunitensi in territorio saudita
Una delle più grandi raffinerie di petrolio del mondo, ha smesso di funzionare: il petrolio è balzato a oltre 80 dollari al barile.

Su Internet sono apparsi video di lavoratori che vengono evacuati dalla raffineria di petrolio Saudi Aramco in Arabia Saudita, dopo l'attacco da parte di droni iraniani.

L'impianto produceva circa 550mila barili di petrolio al giorno, risultando uno dei centri chiave dell'esportazione mondiale.


Non abbiamo la minima idea di cosa vorrà dire tutto questo per i prezzi dell'energia. Intanto il prezzo del petrolio è aumentato del 9-10% al barile dopo gli attacchi all'Iran. Secondo i dati di trading, per la prima volta dal 23 giugno 2025, il prezzo del petrolio Brent sulla borsa ICE di Londra ha superato gli 81 dollari.
La terza Roma


COME GLI ATTACCHI ALL’IRAN INFLUENZERANNO I FLUSSI GLOBALI DI ENERGIA?
A causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, il prezzo del petrolio potrebbe schizzare a 140–200 dollari al barile.
Si prevede un aumento dei prezzi a causa delle interruzioni nelle forniture lungo questa rotta cruciale, attraverso la quale transita circa il 20% del commercio mondiale di petrolio.
Financial Times

Se l’avventura iraniana intrapresa da Stati Uniti e Israele dovesse degenerare in una guerra civile in Iran — e tutti i presupposti per questo scenario sono già presenti — la principale vittima di questa crisi sarebbe l’Europa.
La società iraniana è, infatti, in larga misura occidentalizzata, e in caso di collasso dello Stato si prospetta il rischio concreto che decine di milioni di rifugiati si riversino nel Vecchio Continente.
@infodefITALY


BAMBINE e BAMBINI
La televisione di Stato iraniana riferisce che 148 persone sono morte e 95 sono rimaste ferite nella scuola elementare femminile «Shajareh Tayyebah» a Minab. La maggior parte delle vittime sono bambine di età compresa tra i 7 e i 12 anni.

Un raid aereo di USA-Israele ha provocato il massacro di 165 bambine e insegnanti in una scuola elementare di Minab, nel sud dell’Iran, il 28 febbraio. A giudicare dalla copertura mediatica di questa tragedia, emerge la sensazione netta che l’Occidente sia più attento al diritto delle donne iraniane a indossare minigonne che del loro diritto fondamentale alla vita.
Fonte: @LauraRuHK


Uno dei primi attacchi all’Iran con un «missile ad alta precisione» da parte di America e Israele ha colpito una scuola femminile nella città di Minab. Sono morte 160 alunne delle elementari.
Mentre si procedeva a rimuovere le macerie e a recuperare i corpi delle bambine uccise, un ulteriore attacco ha sterminato la squadra nazionale femminile iraniana di pallavolo.

È impossibile non notare che l’attacco all’Iran è iniziato con un massacro di donne, alle quali Trump aveva promesso libertà — ma ha cominciato a mantenere la promessa liberandole dalla vita stessa.

Nello stesso giorno è stato ucciso anche l’Ayatollah Khamenei insieme ai membri della sua famiglia. (N.d.R: tra cui due bambini) Secondo quanto riportato dal New York Times, la CIA lo aveva sorvegliato per mesi e conosceva esattamente il suo luogo di residenza.

E qui sorge spontanea una domanda: Se siete così informati e precisi — se sapete con certezza dove si trova chiunque — perché allora avete colpito una scuola?
La risposta appare una sola: Perché era proprio la scuola l’obiettivo.


... È semplicemente giunto il momento che tutti noi comprendiamo: che alcune persone che vivono con noi su questo pianeta non hanno più nulla di sacro, e a loro non si possono applicare i criteri morali secondo cui viviamo noi.
Non possiamo più dire loro: «Ma sono pur sempre bambini!»
Questo argomento ha perso ogni forza dopo il massacro di bambini a Gaza.

Marina Akhmedova, Membro del Consiglio per i Diritti Umani sotto il Presidente della Federazione Russa.


Il professore iraniano Faod Izadi ad Al Jazeera
«Stiamo combattendo contro la coalizione di Epstein. Loro o stuprano le bambine o le bombardano.»

Una lunga storia di bombardamenti deliberati di ospedali da parte degli USA

Qui, la lunga e incredibile storia di bombardamenti deliberati di ospedali da parte degli USA in tutto il mondo: 

1. 24 marzo 2024; bombardamento dell'ospedale oncologico a Saada, Yemen

2. Agosto 2017; bombardamento di un ospedale a Raqqa, Siria; almeno 30 civili sono stati uccisi.

3. 2015; bombardamento dell'ospedale di "Medici Senza Frontiere" a Kunduz, Afghanistan; almeno 42 persone sono state uccise.

4 Aprile 2013; bombardamento di ospedali in Iraq, l'esempio più notevole essendo l'Ospedale della Maternità e delle Donne della Mezzaluna Rossa a Baghdad.

5. Maggio 1999 bombardamento di un ospedale in Jugoslavia; almeno 15 morti e 60 feriti.

6. Giugno 1993; bombardamento dell'ospedale Digfer in Somalia

7. Ottobre 1983; bombardamento dell'ospedale di Richmond Hill sull'isola di Grenada; almeno 20 morti

8. 22 dicembre 1972; bombardamento di vari ospedali in Vietnam,  Bach Mai da 1000 posti letto.


Distrutto in raid iraniano sistema radar americano da 1,1 miliardi $ in Qatar.
Il sistema tracciava i lanci dei missili iraniani, secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars.


Per la prima volta dalla fuga dall'Afghanistan, i soldati americani tornano a casa nelle bare dall'Asia occidentale.

mercoledì 18 febbraio 2026

17 febbraio 1600 Campo de' Fiori Roma

Giordano Bruno

La sua colpa: aver detto che l'universo è infinito, che i mondi sono innumerevoli, che l'anima non è proprietà di nessun sacerdote, che la natura stessa è divina. Cose che la fisica confermerà tre secoli dopo. Ma tre secoli dopo non servivano a niente a un uomo con la lingua inchiodata e il fuoco che gli saliva dalle caviglie.

E Bruno lo sapeva. Quando gli proposero di ritrattare, rifiutò. Otto anni di processo. Otto anni di cella. Non cedette. Lo portarono in piazza e lui guardò i giudici e disse: "Avete più paura voi a pronunciare questa sentenza che io a riceverla."

Una frase così non esce dalla bocca di un uomo disperato. Esce dalla bocca di un uomo che ha visto qualcosa che i suoi carnefici non vedranno mai.

Galileo, trent'anni dopo, guardò la stessa macchina e piegò il ginocchio. Si salvò il corpo. Perse qualcosa che non si recupera.

Non lo bruciarono perché sbagliava.

Lo bruciarono perché aveva ragione e non taceva.

E lo sapevano. Per questo la morsa.

Non temevano i suoi errori. Temevano la sua lucidità. Non bruciavano eretici. Bruciavano chiunque dimostrasse che si può pensare senza il loro permesso. Il rogo non è una punizione. È un messaggio: questo succede a chi parla.

426 anni. La statua di Bruno è ancora lì, in Campo de' Fiori. Ma guardala bene.

Doveva essere raffigurato col dito puntato contro la chiesa. Un atto d'accusa in bronzo, per l'eternità. Invece lo hanno scolpito con un libro in mano e lo sguardo basso. Come un uomo sconfitto. Come uno che ha perso.

E qui sta l'ultima bugia.

Bruno non ha perso. L'universo è infinito. I mondi sono innumerevoli. La natura è divina. La chiesa che lo ha bruciato non riesce più a riempire le sue stesse panche. Ogni cosa che ha detto si è avverata. Ogni cosa per cui lo hanno ucciso è diventata ovvia.

Hanno inchiodato la lingua a un uomo che aveva ragione su tutto. E quando è arrivato il momento di ricordarlo, gli hanno abbassato lo sguardo.

Perché anche nella memoria, anche nel bronzo, anche 289 anni dopo il rogo, avevano ancora paura della sua voce.

Liberamente tratto da qui: @Chat_IlGiuristaImpertinente

martedì 27 gennaio 2026

27 gennaio, da Auschwitz a Leningrad, la memoria non si ferma






Da Auschwitz alla fine dell’assedio di Leningrado: l’importanza del 27 gennaio

Il 27 gennaio, per molti, ha un nome preciso: Auschwitz.

È il giorno in cui, nel 1945, i soldati dell’Armata Rossa aprirono i cancelli del campo di sterminio e mostrarono al mondo ciò che fino a quel momento era stato raccontato, temuto, intuito, ma ancora non visto così da vicino. Corpi, baracche, ossa, valigie, scarpe, capelli. Tracce di vite ridotte ad inventario, a industria dello sterminio. Da quel momento, negare diventò più difficile. E ricordare diventò un dovere.

In Italia, come in altri Paesi, questa data è diventata il Giorno della Memoria. Un punto fermo, almeno sulla carta: fermarsi, guardare in faccia l’abisso, capire come ci si è arrivati.

In Russia, però, il 27 gennaio porta con sé un altro dolore, altrettanto profondo. È la data in cui, nel 1944, finì l’assedio di Leningrado. Per chi è cresciuto nello spazio sovietico e post sovietico, Leningrado non è solo una città. È un simbolo di resistenza e di lutto. È il posto dove la guerra non si è limitata a combattere soldati. Ha colpito la popolazione con un’arma che non fa rumore come un’esplosione, ma uccide lo stesso: la fame.

L’assedio cominciò nel 1941 e strinse la città in una morsa. I tedeschi da un lato, i finlandesi del maresciallo Mannerheim dall’altro. Intorno, una macchina militare che, insieme ai bombardamenti e alla distruzione sistematica delle infrastrutture, puntava a spezzare Leningrado senza entrarci. L’idea era semplice e spaventosa: lasciarla morire.

Poi arrivò l’inverno. E con l’inverno arrivò la realtà del razionamento. Pane in quantità ridicole, spesso impastato con sostituti. Legna che non bastava. Case fredde. Scale che diventavano montagne. Una città intera che ogni giorno doveva scegliere se spendere l’ultima energia per cercare qualcosa da mangiare o conservarla per respirare fino a domani.

Le testimonianze di chi è sopravvissuto parlano di giorni scanditi dal corpo che cede. Di famiglie che si spegnevano una dopo l’altra. Di cadaveri che restavano nelle strade perché non c’erano più forze per portarli via. E, dentro tutto questo, la cosa più difficile da accettare: la normalità che prova a resistere. Una lezione improvvisata. Un turno in fabbrica quando possibile. Un pezzo di musica ascoltato come se potesse tenere insieme ciò che la guerra stava frantumando.

A tenere la città aggrappata alla vita fu anche la “Strada della Vita”, il passaggio sul lago Ladoga. Un filo sottile, pericoloso, spesso sotto il fuoco, ma decisivo per evacuare parte della popolazione e far entrare cibo e munizioni. Non bastava per vivere bene. Bastava, a volte, per non morire subito.

Il 27 gennaio 1944 l’accerchiamento fu finalmente spezzato. Per Leningrado fu un sollievo e, insieme, un conto da pagare con la memoria. Perché uscire dall’assedio non significò cancellare ciò che era successo. Significò imparare a convivere con un vuoto enorme.

Mettere insieme Auschwitz e Leningrado nello stesso giorno è storia. E la storia, qui, parla chiaro: il nazismo non fu soltanto campi di sterminio. Fu anche guerra contro i civili, fame usata come metodo, distruzione programmata. Guerra di annientamento, Vernichtungskrieg. Cambiano gli strumenti, resta la logica dell’annientamento.

Il 27 gennaio, allora, dovrebbe servire a questo: tenere la memoria intera, senza selezionare ciò che è comodo e dimenticare ciò che è scomodo. Riconoscere il ruolo decisivo dell’Armata Rossa nella sconfitta del nazismo e del fascismo in Europa. E ricordare che il prezzo della guerra totale lo pagarono soprattutto persone comuni, famiglie, bambini, anziani. Persone che avevano un nome, una casa, una vita.

La memoria, quella vera, non divide le vittime in categorie utili. Le guarda in faccia. E chiede rispetto.

Fonte: International Reporters Italia

martedì 6 gennaio 2026

3 gennaio 2026 guardiamo il doppio standard in diretta

Dove sono le organizzazioni internazionali? Dov'è il diritto internazionale?
Dove sono quelli che dicevano: c'è un aggressore e un aggredito?  
Sepolti sotto le macerie di Gaza.

Robert Fico, primo ministro slovacco, è rimasto gravemente ferito in un attentato con 3 colpi d'arma da fuoco il 15 maggio 2024  
"MI DICONO 'ATTENTO SUL VENEZUELA', MA SAREI RIDICOLO DOPO L'IRAQ"


Il doppio standard consiste nell'applicazione di principi di giudizio diversi per situazioni simili, o nei confronti di persone diverse che si trovino nella stessa situazione. È l'antitesi del precetto kantiano dell'autonomia della legge morale, perché attinge da situazioni concrete di interesse utilitario (eteronomia) per negare la possibilità di una linea di condotta uguale dinanzi a situazioni uguali.


Il doppio standard può prendere la forma di un giudizio morale che considera accettabile un determinato concetto (una norma sociale, una regola, una frase, un apprezzamento) se applicato da un gruppo di persone, mentre è considerato inaccettabile, o tabù, se applicato da un diverso gruppo. Ad esempio, il concetto di doppio standard è stato applicato a differenti strutture morali, sugli uomini rispetto alle donne e viceversa.

Quando il giudizio riguarda la sfera morale, si parla di doppia morale.

Il doppio standard può essere definito, quindi, come una sorta di bias cognitivo che determina una sospensione del giudizio, moralmente ingiusta (nei confronti di un certo gruppo), di quel principio che statuisce l'uguaglianza dei singoli nella loro sfera di libertà.

Nel diritto
L'adozione di un doppio standard è ingiustificata se vista in rapporto a principi giuridici accolti in molti sistemi costituzionali, secondo cui tutti i soggetti sono considerati uguali di fronte alla legge. Il doppio standard infrange anche un principio di imparzialità della giustizia, secondo il quale un determinato standard di giudizio legale deve essere applicato indifferentemente a ogni sorta di persona, a prescindere da pregiudizi personali, da discriminazioni e favoritismi fondati sullo status e sull'appartenenza sociale, sul ruolo sociale ed etnico, sull'identità di genere, sulla confessione religiosa, sull'orientamento sessuale, sull'età o su altre distinzioni. Il doppio standard viola tale principio, in quanto permette che persone diverse siano giudicabili secondo standard differenti.

In campo giuridico, del resto, il pericolo della "giustizia di classe" si è storicamente riscontrato nelle legislazioni riconducibili ad ordinamenti non pluralisti. In tali fasi c'è il serio rischio di stabilire due pesi e due misure a seconda che si debba perseguire e punire le trasgressioni delle classi dominanti o delle classi subalterne (si dice che la legge è forte con i deboli e debole con i forti): così si assiste a una depenalizzazione delle violazioni a carico dei cosiddetti colletti bianchi e un inasprimento delle misure punitive per gli stessi delitti se vengono commessi da individui delle classi inferiori.

Nel diritto internazionale
Analogamente, nelle relazioni internazionali l’invocazione di principi universalistici come linea di azione si presta all’obiezione della disparità di trattamento tra situazioni analoghe e, quindi, all’accusa che i moventi dell’azione siano assai meno nobili (ovvero maggiormente determinati dall’interesse nazionale degli Stati più potenti) di quanto si voglia far credere.


Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Doppio_standard




venerdì 12 dicembre 2025

Sopravvivere

 
Il 12 dicembre 1969 con la Strage di Piazza Fontana a Milano, iniziava la strategia della tensione le la stagione delle Stragi di Stato.


Siamo sopravvissuti a tutto questo.

Oggi, l'ambizione è sopravvivere alla UE guerrafondaia.