Data Rivoluzionaria

martedì 23 giugno 2026

La Palestina è la bussola morale dei nostri tempi: può salvarsi, e tutti noi insieme a lei

Francesca Albanese è Relatrice speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato. Giurista, docente, studiosa, ha lavorato per l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani e l’Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi.
In queste vesti, ha fornito consulenza alle Nazioni Unite, ai governi e alla società civile in Asia Occidentale, Nord Africa e Asia-Pacifico.
Francesca Albanese è capace di unire con autorevolezza la competenza giuridica e una rara passione umana. 

In questo tempo in cui il mondo sembra tragicamente diretto verso la disumanizzazione del più fragile e il dominio esclusivo del più forte, immaginarne il futuro «significa rifiutare che sia l’orrore ad avere l’ultima parola, e far sì che la civiltà sia un compito che ciascuno di noi può scegliere di fare proprio»


Il 23 marzo, la relatrice speciale ONU Francesca Albanese ha presentato al Consiglio per i diritti umani a Ginevra il suo nuovo report, intitolato “Tortura e genocidio”, sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati.
In particolare, il documento, basato su oltre 300 testimonianze, “esamina l’uso sistematico della tortura da parte di Israele contro i palestinesi nei Territori Palestinesi Occupati a partire dal 7 ottobre 2023”.
“Questa non è violenza incidentale”, afferma Albanese ma “l’architettura del colonialismo di insediamento, costruito sulla disumanizzazione e mantenuto da politiche di crudeltà e tortura collettiva”.

Visto qui: https://t.me/mpcm52/6781



La relatrice speciale ONU Francesca Albanese, ha dichiarato che la sua vita è stata stravolta dopo aver accusato Israele di genocidio a Gaza. Dalla pubblicazione del suo rapporto, ha affrontato intense reazioni, tra cui minacce di morte contro di lei e la sua famiglia, attacchi politici e sanzioni che hanno sconvolto le sue finanze e la sua vita personale.
Nonostante la pressione e la paura, Albanese afferma di rimanere impegnata nel suo lavoro, sostenendo che parlare di diritti umani non può essere separato dalla politica.

Visto qui: https://t.me/mpcm52/6874




















Palestina Anima Mundi è un'iniziativa di mobilitazione civile e culturale che il19 giugno 2026 ha coinvolto oltre 150 piazze, presidi e realtà associative in tutta Italia. L'evento si è svolto in contemporanea via streaming per mantenere alta l'attenzione sulla situazione in Medio Oriente, promuovendo informazione, confronto e solidarietà verso il popolo palestinese. Durante la serata, Albanese ha dialogato con il giornalista e analista geopolitico Matteo Meloni, affrontando il tema della Palestina come specchio delle dinamiche globali contemporanee e delle violazioni dei diritti umani.

il video della serata PALESTINA ANIMA MUNDI : https://www.youtube.com/watch?v=gzV5wcuU-64

ne hanno parlato qui:

https://www.lsdi.it/1681/palestina-anima-mundi-evento-collegamento-120-piazze-italiane/

https://www.pressenza.com/it/2026/06/palestina-anima-mundi/

https://versoilkurdistan.blogspot.com/2026/06/palestina-anima-mundi.html


Il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez ha onorato la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese con l'Ordine Civile al Merito per aver documentato e denunciato le violazioni del diritto internazionale a Gaza.

venerdì 5 giugno 2026

Cooperazione e dialogo

Hobbes e Confucio; competizione o cooperazione? Il professor Fabio Massimo Parenti - sinologo, docente di Geoeconomia e Geopolitica alla China Foreign Affairs University di Pechino - va alle radici del confronto tra Stati Uniti e Cina.

l confronto tra Stati Uniti e China si radica in una storia di pensiero e filosofia che risale a secoli fa, come evidenziato dal professor Fabio Massimo Parenti, sinologo e docente di Geoeconomia e Geopolitica alla China Foreign Affairs University di Pechino. Le due potenze rappresentano visioni del mondo profondamente diverse, influenzate da due figure emblematiche: Thomas Hobbes e Confucio. Hobbes, con la sua concezione di un mondo dominato dalla competizione e dalla forza, si contrappone all'approccio cooperativo e relazionale di Confucio, che ha plasmato la diplomazia cinese attraverso il dialogo e il commercio.

Secondo Parenti, la rivalità attuale tra Stati Uniti e China non è solo una questione economica, ma affonda le radici in differenti antropologie politiche. Mentre Hobbes concepiva l'individuo come isolato e in competizione per la sopravvivenza, Confucio promuoveva una visione collettivista, dove l'unità della comunità e la virtù dei governanti sono fondamentali. Questa dicotomia si riflette nelle attuali dinamiche internazionali, dove la China, forte della sua tradizione storica, sembra essere in grado di proporre un modello alternativo a quello occidentale, basato su principi di cooperazione e stabilità.

La rielaborazione del pensiero confuciano, secondo Parenti, si manifesta nella capacità della China di rispondere alle sfide globali senza ricorrere all'espansionismo militare. La China, infatti, sta completando un processo di decolonizzazione e si presenta come un esempio per altri paesi già decolonizzati, mentre gli Stati Uniti, in declino, cercano di mantenere un'egemonia che appare sempre più fragile. Questo scenario è aggravato da conflitti come quello in Ucraina e in Iran, che evidenziano la volontà di Washington di riaffermare il proprio dominio attraverso l'uso della forza.

Il professor Parenti sottolinea come il dialogo e la cooperazione possano rappresentare un terreno comune tra le due potenze, nonostante le loro differenze. La tradizione confuciana, che promuove l'armonia nella diversità, potrebbe servire da base per una nuova forma di relazioni internazionali, in cui le diversità culturali e storiche non siano motivo di conflitto, ma di arricchimento reciproco. La sfida sarà quella di trovare un equilibrio tra le visioni opposte di Hobbes e Confucio, in un contesto globale che si sta rapidamente trasformando verso un sistema multipolare.

Fonte

Approfondimenti:

https://giubberossenews.it/?s=fabio+massimo+parenti

LA CINA NON SI USA: la sfida globale tra Cina e USA

martedì 12 maggio 2026

Cacciari ragiona sull’Anticristo, Peter Thiel e la fine di un’epoca. Sullo sfondo, una lettura geopolitica precisa


Cacciari ragiona sull’Anticristo, Peter Thiel e la fine di un’epoca. Sullo sfondo, una lettura geopolitica precisa

In un pomeriggio piovoso di maggio (8 Maggio 2026 ndr), il Bar Tartarughe, nel rione Sant’Eustachio di Roma, ha fatto da cornice a un intervento anomalo, denso, quasi profetico. Massimo Cacciari, filosofo tra i più ascoltati nel dibattito sulla crisi dell’Occidente, ha parlato a un pubblico ristretto ma attentissimo di catastrofe, di katecon, e di una figura che attraversa silenziosamente le élite tecnologiche americane: l’Anticristo. Non quello dei sermoni, ma quello evocato da Peter Thiel, miliardario e fondatore della discussa azienda Palantir. L’incontro, intitolato Chi è l’Anticristo, teologia, tecnologia e potere, si è svolto in un’atmosfera volutamente non accademica. E Cacciari, che ha subito messo in guardia: «Non viviamo una crisi qualsiasi, come ce ne sono sempre state. Viviamo un’epoca di rottura».

Secondo Cacciari, il primo segnale di questa rottura è il salto qualitativo della tecnica attuale. «Non è come le altre rivoluzioni tecnologiche – ha spiegato – Oggi possiamo manipolare il patrimonio genetico, intervenire sulla catena dell’evoluzione. Questo è un salto. E lo avevano prefigurato autori come Bacone nella Nuova Atlantide, dove il politico e il tecnologico sono tutt’uno. Quella è l’idea regolativa della Silicon Valley». Ma il cuore dell’intervento è stato un altro: il modo in cui Thiel e la sua galassia ideologica rovesciano la tradizione apocalittica cristiana a proprio vantaggio.

«L’Anticristo per quelli come Thiel – ha detto Cacciari – è lo stato mondiale. Quello che promette sicurezza e pace. Proprio ciò che dice il Vangelo: “Darò pace e sicurezza”. Con questa promessa, l’Anticristo compra l’anima di tutti. Come il diavolo con Faust». E qui arriva il capovolgimento decisivo. Mentre nella tradizione cristiana l’Anticristo si afferma alla fine della storia – e solo allora il Signore tornerà per giudicare – Thiel e i suoi credono di poterlo vincere già ora, qui e subito. «Si divinizzano – ha scandito Cacciari – Si presentano come gli angeli che combattono l’Anticristo senza aspettare il giorno del Signore».

In questa visione, ogni potere che frena, che trattiene, che garantisce stabilità diventa nemico. La Chiesa innanzitutto, perché è il katecon – colui che contiene la prepotenza dell’Anticristo. Ma anche gli stati nazionali europei, il welfare, le pensioni, ogni politica di pace e sicurezza. «Per Thiel – ha proseguito il filosofo – la politica sociale è la vera bestia. Perché impedisce all’individuo di scatenare la propria energia innovativa, tecnologica, distruttiva e creativa insieme».

Sullo sfondo, una lettura geopolitica precisa. Cacciari ha descritto l’Occidente americano come un «leone che ha perso i denti», costretto a una posizione di difesa, in competizione con la Cina proprio sul terreno tecnologico. E qui l’ideologia di Thiel diventa funzionale: «Investi sulle armi, sullo spazio, sulle biotecnologie – non sul benessere. Perché la competizione con la Cina sarà lì. Se continui a spendere soldi in pace e sicurezza, sei l’Anticristo».

Tuttavia, Cacciari ha invitato a non liquidare tutto come una semplice «messa in scena». «In un tempo di rottura radicale come il nostro – ha detto – le ideologie svolgono una funzione strutturale. La sfida di Thiel è reale, ed è una sfida culturale ed esegetica con cui dobbiamo confrontarci».

Il filosofo ha concluso con un monito rivolto soprattutto a chi guarda con sufficienza al fenomeno Trump, a Thiel, all’oscenità mediatica di certi personaggi. «Non cadiamo in questo detestabile errore – ha avvertito – Non guardiamo all’oscenità del personaggio. Guardiamo al bordello che ci sta dietro. Alla trasformazione dello stato di diritto (la “legalità tiepida” auspicata da Pete Hegseth), alla fine della geopolitica classica, alla tecnica che diventa politica, all’Anticristo che non è più un simbolo ma un programma di governo mondiale».

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/08/cacciari-thiel-anticristo-tecnologia-notizie/8378379

martedì 21 aprile 2026

Ma il cielo NON è sempre più blu

 

chi ha l'ecoansia

chi ha mentito

chi ha autorizzato

chi aveva spiegato

chi è incarcerato

chi li ha votati

chi si è inoculato

chi ha avuto coraggio

chi è stato sospeso

chi tiene famiglia

chi uccide i bambini

chi mangia i bambini

chi scappa

chi scrive sui muri

chi mette gli stivali sul terreno

chi non ha più la casa

chi ha protestato

chi è stato arrestato...


Liberamente ispirato da:

venerdì 20 marzo 2026

Gli Indiani nativi Americani, un popolo sterminato

 

Guardate, fratelli miei, la primavera è arrivata;

la terra ha ricevuto l'abbraccio del sole

e noi vedremo presto i risultati di questo amore!


Ogni seme si è svegliato.

E così anche tutta la vita animale.

E grazie a questo potere che noi esistiamo.

Noi perciò dobbiamo concedere ai nostri vicini,

anche ai nostri vicini animali,

il nostro stesso diritto di abitare questa terra.


Toro che si siede- Capo Spirituale Lakota Hunkpapa


visto qui

lunedì 2 marzo 2026

La guerra

"La guerra non è fatta per essere vinta. È fatta per essere continua. L'atto essenziale della guerra moderna è la distruzione del prodotto del lavoro umano. Una società gerarchica è possibile solo sulla base della povertà e dell'ignoranza. In linea di principio, lo sforzo bellico è sempre pianificato per mantenere la società sull'orlo della fame. La guerra è condotta dal gruppo dominante contro i propri sudditi, e il suo obiettivo non è la vittoria sull'Eurasia o sull'Estasia, ma mantenere intatta la struttura stessa della società"

George Orwell, 1984




Il Ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, ha dichiarato che durante gli ultimi negoziati — in cui l’Oman ha svolto il ruolo di mediatore — l’Iran aveva sostanzialmente accettato le richieste statunitensi, inclusa la condizione del «livello zero» per l’accumulo di uranio arricchito.
Poche ore dopo, Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran.

visto qui


Droni su Ras Tanura. Paralizzata una delle più grandi raffinerie di petrolio del mondo
La raffineria di petrolio di Ras Tanura in Arabia Saudita ha cessato le operazioni dopo un attacco con droni nella zona, ha riferito Bloomberg, citando tre fonti a conoscenza della questione.
Saudi Aramco, la compagnia petrolifera che gestisce la raffineria e che ha preso la decisione di chiuderla, non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito... L'articolo prosegue qui


L'Iran ha colpito le raffinerie di compagnie statunitensi in territorio saudita
Una delle più grandi raffinerie di petrolio del mondo, ha smesso di funzionare: il petrolio è balzato a oltre 80 dollari al barile.

Su Internet sono apparsi video di lavoratori che vengono evacuati dalla raffineria di petrolio Saudi Aramco in Arabia Saudita, dopo l'attacco da parte di droni iraniani.

L'impianto produceva circa 550mila barili di petrolio al giorno, risultando uno dei centri chiave dell'esportazione mondiale.


Non abbiamo la minima idea di cosa vorrà dire tutto questo per i prezzi dell'energia. Intanto il prezzo del petrolio è aumentato del 9-10% al barile dopo gli attacchi all'Iran. Secondo i dati di trading, per la prima volta dal 23 giugno 2025, il prezzo del petrolio Brent sulla borsa ICE di Londra ha superato gli 81 dollari.
La terza Roma


COME GLI ATTACCHI ALL’IRAN INFLUENZERANNO I FLUSSI GLOBALI DI ENERGIA?
A causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, il prezzo del petrolio potrebbe schizzare a 140–200 dollari al barile.
Si prevede un aumento dei prezzi a causa delle interruzioni nelle forniture lungo questa rotta cruciale, attraverso la quale transita circa il 20% del commercio mondiale di petrolio.
Financial Times

Se l’avventura iraniana intrapresa da Stati Uniti e Israele dovesse degenerare in una guerra civile in Iran — e tutti i presupposti per questo scenario sono già presenti — la principale vittima di questa crisi sarebbe l’Europa.
La società iraniana è, infatti, in larga misura occidentalizzata, e in caso di collasso dello Stato si prospetta il rischio concreto che decine di milioni di rifugiati si riversino nel Vecchio Continente.
@infodefITALY


BAMBINE e BAMBINI
La televisione di Stato iraniana riferisce che 148 persone sono morte e 95 sono rimaste ferite nella scuola elementare femminile «Shajareh Tayyebah» a Minab. La maggior parte delle vittime sono bambine di età compresa tra i 7 e i 12 anni.

Un raid aereo di USA-Israele ha provocato il massacro di 165 bambine e insegnanti in una scuola elementare di Minab, nel sud dell’Iran, il 28 febbraio. A giudicare dalla copertura mediatica di questa tragedia, emerge la sensazione netta che l’Occidente sia più attento al diritto delle donne iraniane a indossare minigonne che del loro diritto fondamentale alla vita.
Fonte: @LauraRuHK


Uno dei primi attacchi all’Iran con un «missile ad alta precisione» da parte di America e Israele ha colpito una scuola femminile nella città di Minab. Sono morte 160 alunne delle elementari.
Mentre si procedeva a rimuovere le macerie e a recuperare i corpi delle bambine uccise, un ulteriore attacco ha sterminato la squadra nazionale femminile iraniana di pallavolo.

È impossibile non notare che l’attacco all’Iran è iniziato con un massacro di donne, alle quali Trump aveva promesso libertà — ma ha cominciato a mantenere la promessa liberandole dalla vita stessa.

Nello stesso giorno è stato ucciso anche l’Ayatollah Khamenei insieme ai membri della sua famiglia. (N.d.R: tra cui due bambini) Secondo quanto riportato dal New York Times, la CIA lo aveva sorvegliato per mesi e conosceva esattamente il suo luogo di residenza.

E qui sorge spontanea una domanda: Se siete così informati e precisi — se sapete con certezza dove si trova chiunque — perché allora avete colpito una scuola?
La risposta appare una sola: Perché era proprio la scuola l’obiettivo.


... È semplicemente giunto il momento che tutti noi comprendiamo: che alcune persone che vivono con noi su questo pianeta non hanno più nulla di sacro, e a loro non si possono applicare i criteri morali secondo cui viviamo noi.
Non possiamo più dire loro: «Ma sono pur sempre bambini!»
Questo argomento ha perso ogni forza dopo il massacro di bambini a Gaza.

Marina Akhmedova, Membro del Consiglio per i Diritti Umani sotto il Presidente della Federazione Russa.


Il professore iraniano Faod Izadi ad Al Jazeera
«Stiamo combattendo contro la coalizione di Epstein. Loro o stuprano le bambine o le bombardano.»

Una lunga storia di bombardamenti deliberati di ospedali da parte degli USA

Qui, la lunga e incredibile storia di bombardamenti deliberati di ospedali da parte degli USA in tutto il mondo: 

1. 24 marzo 2024; bombardamento dell'ospedale oncologico a Saada, Yemen

2. Agosto 2017; bombardamento di un ospedale a Raqqa, Siria; almeno 30 civili sono stati uccisi.

3. 2015; bombardamento dell'ospedale di "Medici Senza Frontiere" a Kunduz, Afghanistan; almeno 42 persone sono state uccise.

4 Aprile 2013; bombardamento di ospedali in Iraq, l'esempio più notevole essendo l'Ospedale della Maternità e delle Donne della Mezzaluna Rossa a Baghdad.

5. Maggio 1999 bombardamento di un ospedale in Jugoslavia; almeno 15 morti e 60 feriti.

6. Giugno 1993; bombardamento dell'ospedale Digfer in Somalia

7. Ottobre 1983; bombardamento dell'ospedale di Richmond Hill sull'isola di Grenada; almeno 20 morti

8. 22 dicembre 1972; bombardamento di vari ospedali in Vietnam,  Bach Mai da 1000 posti letto.


Distrutto in raid iraniano sistema radar americano da 1,1 miliardi $ in Qatar.
Il sistema tracciava i lanci dei missili iraniani, secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars.


Per la prima volta dalla fuga dall'Afghanistan, i soldati americani tornano a casa nelle bare dall'Asia occidentale.