venerdì 5 ottobre 2018

Toro incatenato per tutta la vita danza quando viene liberato


Bandit ha passato tutta la sua vita alla catena in Austria. È uno dei milioni di animali che trascorrono tutta la loro vita in uno spazio stretto dentro una stalla. Alcuni pensano, quelli che li considerano come oggetti, che dopo qualche anno tori, mucche e altri animali si abituino a questo modo di trascorrere la propria esistenza, ma questo video è l’ennesima dimostrazione che la verità è ben diversa: quando Bandit viene liberato, si mette letteralmente a ballare, una sorta di danza della libertà. Poi ringrazia Christian, il suo salvatore, che l'ha portato al santuario Gut Aiderbichl, dove altri 500 animali hanno trovato dignità di vivere.

fonte: LaZampa.it
twitter@fulviocerutti

domenica 2 settembre 2018

A proposito di: xenofobia, sovranismo, esercito industriale di riserva...

Chemnitz fino alla caduta del muro si chiamava Karl-Marx-Stadt

 

«Abbiamo tutti un’amica, un compagno, un amante, una parente, un vicino di casa, una collega che fino a pochi anni fa era inequivocabilmente di sinistra, ma da qualche tempo ha la mania di leggere dei blog un po’ ambigui, di seguire pagine Facebook che ci lasciano perplessi, di citare cazzari patentati come se fossero importanti pensatori controcorrente, di fare discorsi che riecheggiano quelli di Salvini ma in versione “comunista”…»
Uno spettro ci porta in volo nei luoghi della lotta di classe, dove si vede che certi discorsi “marxisti” contro l’immigrazione non solo di marxista non hanno nulla, ma sono una truffa ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori. Di tutti i lavoratori: immigrati e autoctoni.

 

da contropiano.org:  

Wu Ming, Marx e l’esercito industriale di riserva 

Lotta di classe, mormorò lo spettro. Una miniserie in due puntate: 

puntata 1

puntata 2

domenica 19 agosto 2018

Ormai tutti han famiglia, hanno figli, Che non sanno la storia di ieri.



OLTRE IL PONTE
Italo Calvino e Sergio Liberovici

O ragazza dalle guance di pesca 
o ragazza dalle guance d'aurora
io spero che a narrarti riesca
la mia vita all'età che tu hai ora.
Coprifuoco, la truppa tedesca
la città dominava, siam pronti:
chi non vuole chinare la testa
con noi prenda la strada dei monti.
Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch'è in mano nemica
vedevam l'altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
...

leggi tutto il testo qui

sabato 21 luglio 2018

Prosecco e gli impuniti di 17 anni fa


Anche "Finchè c'è guerra c'è speranza" di A.Sordi racconta il profitto senza scrupoli che leggiamo sulla cronaca dei quotidiani. Il caso del pesantissimo inquinamento ambientale della Miteni di Trissino (VI) ne è un ennesimo esempio.

Questo film racconta di una reazione politicamente scorretta, una vendetta in luogo di una giustizia che non arriva mai.

Il ritmo di questo giallo, rallenta verso un lieto fine dove il funzionario superiore, conformista e scialbo, si rivela.


Battiston dà corpo ad un ispettore di polizia che, come Montalbano, ci piacerebbe conoscere proprio in questi giorni di anniversario dei gravissimi fatti di Genova del 2001; leggi il post di Ernest.
Una polizia che non esiste nella realtà, come non esiste quella soluzione.

Eppure c'è un urgente bisogno di giustizia per i troppi delitti inpuniti.

venerdì 6 luglio 2018

Una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità

 fonti: Libera e per l'immagine: Quotidiano del Molise

Una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità

Sabato 7 luglio

indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà

Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.
Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

d. Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera e Gruppo Abele
Francesco Viviano, giornalista
Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci
Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente
Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI

mercoledì 13 giugno 2018

Dog Man

Ancora cani!
Dogman è un film imperdibile dove i cani non sono bestie o cani e dove gli umani sanno essere bestie e cani.
Un'ambientazione neorealista per raccontare un degrado culturale e umano dove brillano momenti di umanità.
Un film di innegabile attualità come il "restiamo umani" di Vic.

I cani ci guardano...

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