Data Rivoluzionaria

venerdì 11 settembre 2026

Amianto

Il +75% dei casi di tumore degli ultimi due anni, sono a causa del crollo delle Twin Towers, a scoppio ritardato??

Le nuove diagnosi oncologiche certificate sono aumentate del 75% tra il 2023 e il 2025.

Ancora più impressionante il dato sui tumori del polmone, il cui numero, secondo i medici, è raddoppiato negli ultimi cinque anni.

 

Fonte 

domenica 9 agosto 2026

6 agosto Hiroshima - 9 agosto Nagasaki

Nel suo messaggio in occasione dell'81° anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima, il Segretario generale delle Nazioni Unite Guterres ha nuovamente omesso di menzionare che l'attacco fu condotto dagli Stati Uniti.

Ancora oggi, in guerra, si pratica il doppio colpo (double tap)

lunedì 27 luglio 2026

Non si può mettere l'infinito dentro una scatola

Secondo Federico Faggin, la scienza, la matematica, o più in generale lo scientismo, si muovono attraverso "simboli" per interpretare la realtà.
Ma la realtà più profonda non può essere compresa attraverso simboli, anche se propongono una visione sempre più cosciente delle macchine.
Alla scienza moderna continua a sfuggire qualcosa di fondamentale dell’esistenza.
È proprio la coscienza a trasformare i simboli in significato.
A dare senso all’esperienza.
Ed è per questo che l’essere umano, in quanto essere cosciente, non può e non deve essere trattato come qualcosa di artificiale.
Eppure gran parte del mondo oggi sembra andare proprio in questa direzione.
Forse inconsapevolmente, forse semplicemente trascinato dalla corrente.
Basta osservare la società o il mondo del lavoro.
Sempre più spesso si finisce per non riconoscere l’uomo come essere cosciente, riducendolo invece a una macchina.
Stiamo costruendo un mondo sempre più artificiale.
Ma prima o poi dovremo riscoprire qualcosa di essenziale: noi stessi!

È LA TECNOLOGIA CHE DEVE ESSERE AL SERVIZIO DELLA COSCIENZA, NON IL CONTRARIO.

Fonte

domenica 5 luglio 2026

Bot or Not

Claire Hardaker, docente di linguistica forense all'Università di Lancaster, ha sviluppato un test, "Bot or Not", per valutare la capacità dei partecipanti di distinguere tra i contenuti prodotti dall'intelligenza artificiale e quelli di origine umana.
Mi sono sottoposta all'esperimento e ho ottenuto un punteggio dell'80%, ma solo perché ho passato molto tempo a studiare la struttura sintattica dei testi proposti (erano recensioni di alberghi) e perché ho una sorta di deformazione professionale avendo passato anni ad analizzare testi.
Un lettore distratto o senza una particolare sensibilità linguistica generalmente ottiene un punteggio molto inferiore.
Oltre ai test proposti dalla Hardaker esistono giochi tipo "Human or Not" in cui inizi una chat, e devi stabilire se chi ti risponde è un essere umano o un'intelligenza artificiale. Ma anche qui diventa sempre più difficile cogliere la distinzione visto che gli umani scrivono sempre più come macchine e i bot cercano di passare per umani: esitano, cambiano idea, usano parole che sembrano sincere, a volte suonano addirittura ironiche.
La sensazione è quella di trovarsi catapultati nel primo Blade Runner (director's cut). Deckard è un umano, o è lui stesso un replicante? La risposta, come sappiamo, non arriva mai ma possiamo intuirla.
Viviamo in un'epoca in cui il confine tra umano e non-umano, naturale e artificiale si è fatto sottile, e la cosa genera un'angoscia esistenziale profonda. In questo stato di confusione ontologica non sappiamo più a quale categoria appartenga ciò che incontriamo. Ma attribuire a questa causa il nostro senso di inquietudine non è per nulla scontato.
Quando viene meno il confine, ogni testo diventa sospetto. Ma il sospetto riguarda anche noi stessi. Dopo ore passate a leggere testi generati dall'IA finiamo per usare le stesse strutture sintattiche, a volte persino quelle parole e quei cliches che contraddistinguono la scrittura artificiale. Anche i nostri pensieri sembrano preconfezionati.
Deckard, in Blade Runner, vive esattamente questa confusione. Non sa se i suoi ricordi sono veri o impiantati, se i suoi sentimenti per Rachael sono autentici o programmati, se la sua caccia ai replicanti è giustizia o omicidio, se lui stesso è un cacciatore o una preda, un umano o un replicante.
La sensazione netta è che forse l'umano che stiamo cercando di riconoscere sia già diventato un fantasma, e che il bot, con la sua imitazione perfetta, sia diventato più umano dell'umano stesso. Con l'angoscia di scoprire che, come Deckard, forse siamo noi stessi il replicante. O forse, peggio ancora, che la domanda non ha più senso quando tutto intorno a noi è simulazione e dubbio.
Deckard, alla fine, non cerca la verità. Raccoglie l'origami dell'unicorno e va via. Non cerca prove.
Io ho passato molto tempo a cercare prove, o meglio, ad andare a caccia di replicanti. La caccia credo sia nel mio DNA siberiano. Ne ho identificati molti, spesso grazie ad un lavoro di squadra.
Ma quando la maggior parte delle persone non si pone neppure il problema se i profili social che segue ed apprezza, e con cui interagisce, corrispondano ad una individuo realmente esistente, mi chiedo se abbia un senso. Probabilmente no.
La mia soluzione è abbastanza radicale. Interagisco con chi ho potuto, o posso, toccare e annusare. Quando la distanza non lo permette, mando un emissario.?

@LauraRuHK

Fonte; https://t.me/LauraRuHK/11474

martedì 23 giugno 2026

La Palestina è la bussola morale dei nostri tempi: può salvarsi, e tutti noi insieme a lei

Francesca Albanese è Relatrice speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato. Giurista, docente, studiosa, ha lavorato per l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani e l’Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi.
In queste vesti, ha fornito consulenza alle Nazioni Unite, ai governi e alla società civile in Asia Occidentale, Nord Africa e Asia-Pacifico.
Francesca Albanese è capace di unire con autorevolezza la competenza giuridica e una rara passione umana. 

In questo tempo in cui il mondo sembra tragicamente diretto verso la disumanizzazione del più fragile e il dominio esclusivo del più forte, immaginarne il futuro «significa rifiutare che sia l’orrore ad avere l’ultima parola, e far sì che la civiltà sia un compito che ciascuno di noi può scegliere di fare proprio»


Il 23 marzo, la relatrice speciale ONU Francesca Albanese ha presentato al Consiglio per i diritti umani a Ginevra il suo nuovo report, intitolato “Tortura e genocidio”, sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati.
In particolare, il documento, basato su oltre 300 testimonianze, “esamina l’uso sistematico della tortura da parte di Israele contro i palestinesi nei Territori Palestinesi Occupati a partire dal 7 ottobre 2023”.
“Questa non è violenza incidentale”, afferma Albanese ma “l’architettura del colonialismo di insediamento, costruito sulla disumanizzazione e mantenuto da politiche di crudeltà e tortura collettiva”.

Visto qui: https://t.me/mpcm52/6781



La relatrice speciale ONU Francesca Albanese, ha dichiarato che la sua vita è stata stravolta dopo aver accusato Israele di genocidio a Gaza. Dalla pubblicazione del suo rapporto, ha affrontato intense reazioni, tra cui minacce di morte contro di lei e la sua famiglia, attacchi politici e sanzioni che hanno sconvolto le sue finanze e la sua vita personale.
Nonostante la pressione e la paura, Albanese afferma di rimanere impegnata nel suo lavoro, sostenendo che parlare di diritti umani non può essere separato dalla politica.

Visto qui: https://t.me/mpcm52/6874




















Palestina Anima Mundi è un'iniziativa di mobilitazione civile e culturale che il19 giugno 2026 ha coinvolto oltre 150 piazze, presidi e realtà associative in tutta Italia. L'evento si è svolto in contemporanea via streaming per mantenere alta l'attenzione sulla situazione in Medio Oriente, promuovendo informazione, confronto e solidarietà verso il popolo palestinese. Durante la serata, Albanese ha dialogato con il giornalista e analista geopolitico Matteo Meloni, affrontando il tema della Palestina come specchio delle dinamiche globali contemporanee e delle violazioni dei diritti umani.

il video della serata PALESTINA ANIMA MUNDI : https://www.youtube.com/watch?v=gzV5wcuU-64

ne hanno parlato qui:

https://www.lsdi.it/1681/palestina-anima-mundi-evento-collegamento-120-piazze-italiane/

https://www.pressenza.com/it/2026/06/palestina-anima-mundi/

https://versoilkurdistan.blogspot.com/2026/06/palestina-anima-mundi.html


Il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez ha onorato la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese con l'Ordine Civile al Merito per aver documentato e denunciato le violazioni del diritto internazionale a Gaza.

venerdì 5 giugno 2026

Cooperazione e dialogo

Hobbes e Confucio; competizione o cooperazione? Il professor Fabio Massimo Parenti - sinologo, docente di Geoeconomia e Geopolitica alla China Foreign Affairs University di Pechino - va alle radici del confronto tra Stati Uniti e Cina.

l confronto tra Stati Uniti e China si radica in una storia di pensiero e filosofia che risale a secoli fa, come evidenziato dal professor Fabio Massimo Parenti, sinologo e docente di Geoeconomia e Geopolitica alla China Foreign Affairs University di Pechino. Le due potenze rappresentano visioni del mondo profondamente diverse, influenzate da due figure emblematiche: Thomas Hobbes e Confucio. Hobbes, con la sua concezione di un mondo dominato dalla competizione e dalla forza, si contrappone all'approccio cooperativo e relazionale di Confucio, che ha plasmato la diplomazia cinese attraverso il dialogo e il commercio.

Secondo Parenti, la rivalità attuale tra Stati Uniti e China non è solo una questione economica, ma affonda le radici in differenti antropologie politiche. Mentre Hobbes concepiva l'individuo come isolato e in competizione per la sopravvivenza, Confucio promuoveva una visione collettivista, dove l'unità della comunità e la virtù dei governanti sono fondamentali. Questa dicotomia si riflette nelle attuali dinamiche internazionali, dove la China, forte della sua tradizione storica, sembra essere in grado di proporre un modello alternativo a quello occidentale, basato su principi di cooperazione e stabilità.

La rielaborazione del pensiero confuciano, secondo Parenti, si manifesta nella capacità della China di rispondere alle sfide globali senza ricorrere all'espansionismo militare. La China, infatti, sta completando un processo di decolonizzazione e si presenta come un esempio per altri paesi già decolonizzati, mentre gli Stati Uniti, in declino, cercano di mantenere un'egemonia che appare sempre più fragile. Questo scenario è aggravato da conflitti come quello in Ucraina e in Iran, che evidenziano la volontà di Washington di riaffermare il proprio dominio attraverso l'uso della forza.

Il professor Parenti sottolinea come il dialogo e la cooperazione possano rappresentare un terreno comune tra le due potenze, nonostante le loro differenze. La tradizione confuciana, che promuove l'armonia nella diversità, potrebbe servire da base per una nuova forma di relazioni internazionali, in cui le diversità culturali e storiche non siano motivo di conflitto, ma di arricchimento reciproco. La sfida sarà quella di trovare un equilibrio tra le visioni opposte di Hobbes e Confucio, in un contesto globale che si sta rapidamente trasformando verso un sistema multipolare.

Fonte

Approfondimenti:

https://giubberossenews.it/?s=fabio+massimo+parenti

LA CINA NON SI USA: la sfida globale tra Cina e USA