venerdì 7 gennaio 2022

La tassa sul celibato

Quando si pagava la tassa sul celibato - Collettivo Asessuale Carrodibuoi 

La tassa sul celibato fu in vigore in Italia durante il periodo fascista con il Regio Decreto del dicembre 1926.

I cittadini tassati non avevano commesso alcun reato ma venivano comunque puniti con una tassa sullo stato civile.

Dopotutto, il secolo scorso, quello definito breve, non è poi diverso da quello in corso.

Nel gennaio 2022 si tassa il corpo e la salute.

Si osserva che in questo secolo, l'oggetto di tassazione e vessazione è divenuto il corpo, come avveniva ben prima del periodo fascista, prima del Habeas Corpus che tutela l'inviolabilità personale dal 1679. Si tratta di un importante strumento per la salvaguardia della libertà individuale contro l'azione arbitraria dello Stato. Tale diritto già in parte sancito dalla Magna Charta Libertatum del 1215 è stato ribadito dall'Habeas Corpus Act del 1679.

L'Habeas Corpus ha influenzato la legislazione di tutti i paesi civili fino a divenire un principio fondamentale degli ordinamenti giuridici moderni, compresa la Costituzione della Repubblica Italiana

Si può osservare che la legiferazione per decreto, di questi giorni, sia un salto indietro a tempi che oggi potremo definire pre illuministi.

lunedì 13 dicembre 2021

A Roma presidio per Julian Assange e i diritti di tutti

Seguo l'esempio del

Un’affluenza forse inaspettata quella che si è registrata domenica mattina, 12 dicembre, in piazza della Rotonda (Pantheon) a Roma, per protestare contro la decisione dell’Alta Corte britannica di rendere attuabile – rovesciando la sentenza del Tribunale – l’estradizione di Julian Assange nei penitenziari degli Stati Uniti.

Il presidio è stato indetto dal Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, ma ha trovato subito l’adesione di numerosi soggetti singoli e collettivi. Dal gruppo “Italiani per Assange”, a Vincenzo Vita, per l’Associazione Rinnovamento della sinistra, ai parlamentari di Alternativa, ai Giuristi Democratici, a Transform Italia, fino al PCI, a Risorgimento Socialista, alla comunità equadoregna in Italia, a testate come Left, giornaliste come Stefania Maurizi e Francesca Fornario ed altre/i.

Un momento molto partecipato di interventi sul caso dell’ormai noto giornalista che rischia una pena di 175 anni di carcere per aver diffuso notizie che mettono a rischio la “sicurezza nazionale Usa”, avendo ovvero denunciato con prove i crimini commessi dall’esercito statunitense in un’infinità di episodi soprattutto ai danni di civili.

Anche le vostre guerre sono terrorismo, #Free Assange” sintetizzava lo striscione davanti a cui si sono succeduti gli interventi. Ha iniziato in collegamento Stefania Maurizi, che da tanti anni segue la vicenda del fondatore di Wikileaks ed è l’autrice del durissimo ma necessario libro “Il potere segreto”. La giornalista ha voluto anche parlare delle condizioni odierne del prigioniero Assange e del suo precario stato di salute: la sua vita è a rischio e non può essere estradato. Ha ricordato come la sua e anche la nostra posizione non siano contro il popolo statunitense nel suo complesso, ma contro i governanti che si sono succeduti in questi 11 anni in cui il giornalista australiano è stato perennemente prigioniero o confinato. “A persone come lui, che con le loro testimonianze hanno inchiodato i responsabili per i reati commessi, deve andare tutto il nostro appoggio”.

Pino Cabras, parlamentare di Alternativa, ha presentato una mozione per Assange che è stata respinta dal Parlamento italiano con vergognosi voti contrari e ancora più misere astensioni, quasi a non voler parlare di quello che si stava affermando riguardo al diritto di libertà di stampa e di informazione.

Numerosi interventi di politici, giornalisti e giuristi hanno considerato la vicenda Assange come un segnale pesantissimo rivolto verso chiunque non si allinei con i poteri reali del pianeta. E un segnale pessimo, da questo punto di vista, è stata l’assenza al presidio di quasi tutti gli organi di informazione del Paese, compreso il servizio pubblico. Quello che ci riempie quotidianamente di informazioni inutili, che a volte si scandalizza per le violazioni delle libertà di alcuni regimi, ma che decide di ignorare quelle che avvengono nel proprio contesto. Lo ha ricordato puntualmente Francesca Fornario, che ha amaramente finto di salutare i direttori di giornali pronti ai titoloni ogni volta che viene messa in discussione la reputazione di un potente trovato con le mani nella marmellata, ma poi assenti quando si tratta di difendere realmente la libertà del mestiere di giornalista. Non c’erano quei direttori e quelle telecamere che di solito si mobilitano ad ogni stormir di fronde, ma che si eclissano quando si tratta di toccare fili pericolosi per le proprie carriere.

Non sappiamo quali saranno le decisioni che verranno prese in Gran Bretagna – si dovrà ora riunire un’altra corte per riesaminare il caso. Potrebbero considerare valide le rassicurazioni degli Usa, secondo cui Assange non verrà condannato a una pena superiore ai 6 anni e il suo stato di salute verrà garantito, ma fidarsi è difficile, se non impossibile.

Durante la precedente amministrazione Trump è comprovato come nel 2017 fosse già pronto un piano per uccidere una voce troppo scomoda, in grado di inguaiare l’intero Pentagono, indipendentemente dal “colore” della presidenza ed in più giungono voci sullo stato di salute di Assange. Secondo la sua compagna Stella Moris, che non ha ancora potuto sposare – perché il matrimonio renderebbe più difficile un’estradizione – il giornalista australiano ha avuto infatti ieri un piccolo ictus. Sembra superato, ma indica comunque una condizione di vulnerabilità estremamente preoccupante.

La piazza di Roma non chiedeva “pietà” per Julian Assange. Chiedeva verità e giustizia, chiedeva rispetto per chi fa onestamente il proprio mestiere di “cane da guardia del potere”, denunciava un terrorismo più infido e sottile ma egualmente violento nei confronti di chi non ha abdicato ai propri doveri etici e professionali.

Ci sarà bisogno di tante altre piazze disponibili a mobilitarsi, di voci che si alzino come quella del Premio Nobel per la Pace Perez Esquivel, di cui è stato letto un forte appello, di forze politiche e di giornaliste e giornalisti disponibili a tenere diritta la schiena. Consapevoli che chi lede i diritti di Assange lede quelli di chiunque provi ad informare e di chiunque reclami di essere informato e non orientato dai dominatori del pianeta.

Fonte: Pressenza

venerdì 19 novembre 2021

Caccia alle streghe

Il 17 novembre è il giorno del gatto nero.

Si pensava fosse cosa del passato, superata dalla modernità e razionalizzata collettivamente... invece ritorna la ricorrenza, ritornano le streghe e ritorna la narrazione dei nemici da punire.

venerdì 24 settembre 2021

Lode al dubbio

Sia lode al dubbio!
Vi consiglio, salutate serenamente e con rispetto chi
come moneta infida pesa la vostra parola!
Vorrei che foste accorti, che non deste
con troppa fiducia la vostra parola.

Leggete la storia e guardate
in fuga furiosa invincibili eserciti.
In ogni luogo
fortezze indistruttibili rovinano
e anche se innumerabile era l’armata salpando,
le navi che tornarono
le si potè contare.
Fu così un giorno un uomo sulla inaccessibile vetta
e giunse una nave alla fine
dell’infinito mare.

Oh bello lo scuoter del capo
su verità incontestabili!
Oh il coraggioso medico che cura
l’ammalato senza speranza!

Ma d’ogni dubbio il più bello
è quando coloro che sono
senza fede, senza forza, levano il capo e
alla forza dei loro oppressori
non credono più!

Oh quanta fatica ci volle per conquistare il principio!
Quante vittime costò!
Com’era difficile accorgersi
che fosse così e non diverso!
Con un respiro di sollievo un giorno
un uomo nel libro del sapere lo scrisse.

Forse a lungo là dentro starà e più generazioni
ne vivranno e in quello vedranno un’eterna sapienza
e spezzeranno i sapienti chi non lo conosce.
Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze,
che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
E un altro giorno un uomo dal libro del sapere
gravemente cancella quella tesi.

Intronato dagli ordini, passato alla visita
d’idoneità da barbuti medici, ispezionato
da esseri raggianti di fregi d’oro, edificato
da solennissimi preti, che gli sbattono alle orecchie
un libro redatto da Iddio in persona,
erudito da impazienti pedagoghi, sta il povero e ode
che questo mondo è il migliore dei mondi possibili e che il buco
nel tetto della sua stanza è stato proprio previsto da Dio.
Veramente gli è difficile
dubitare di questo mondo.
Madido di sudore si curva l’uomo
che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.

Ma sgobba madido di sudore anche l’uomo
che la propria casa si costruisce.
Sono coloro che non riflettono, a non
dubitare mai. Splendida è la loro digestione,
infallibile il loro giudizio.
Non credono ai fatti, credono solo a se stessi.
Se occorre, tanto peggio per i fatti.
La pazienza che han con se stessi
è sconfinata. Gli argomenti
li odono con gli orecchi della spia.

Con coloro che non riflettono e mai dubitano
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
per schivare la decisione. Le teste
le usano solo per scuoterle. Con aria grave
mettono in guardia dall’acqua i passeggeri dl navi che affondano.
Sotto l’ascia dell’assassino
si chiedono se anch’egli non sia un uomo.

Dopo aver rilevato, mormorando,
che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto.
La loro attività consiste nell’oscillare.
Il loro motto preferito è: l’istruttoria continua.

Certo, se il dubbio lodate
non lodate però
quel dubbio che è disperazione!
Che giova poter dubitare, a colui
che non riesce a decidersi!
Può sbagliare ad agire
chi di motivi troppo scarsi si contenta!
Ma inattivo rimane nel pericolo
chi di troppi ha bisogno.

Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
che tale sei, perché hai dubitato
delle guide! E dunque a chi è guidato
permetti il dubbio!

Bertolt Brecht

venerdì 17 settembre 2021