giovedì 20 settembre 2012

piazza XX Settembre

è tra gli indirizzi che preferirei, insieme a via Mazzini, Largo Garibaldi e Viale Matteotti, se potessi scegliere dove abitare. 
In Wikipedia si legge: La presa di Roma (20 settembre 1870), nota anche come Breccia di Porta Pia, fu l'episodio del Risorgimento che sancì l'annessione di Roma al Regno d'Italia, decretando la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale


Dopo la dittatura fascista e la sua guerra, nacque la Repubblica laica i cui principi sono contenuti nella Carta Costituzionale.
Però il nostro amato e sciagurato paese, laico sulla carta, nei fatti vive una realtà diversa.
La Legge sulla procreazione assistita e la vicenda Englaro, sono solo due dei tanti casi di integralismo nostrano e mi domando quanto bisogna ricondurre ai pregiudizi, di quello che le pagine del Corriere odierno ci raccontano del partito che aspira a vincere le prossime elezioni politiche.

Un post intelligente (come sempre) del blog La Crisi 2009 ci ricorda che senza il XX Settembre rischiavamo un'Italia che:
scomunicava oppositori politici (Garibaldi e garibaldini e tutto il pensiero liberale). Questo rischio ha corso l'Italia che poteva diventare uno stato integralista dove non sarebbe stata praticata la necessaria separazione tra legge e religione.

Qualche mese fa, conversavo con un disoccupato spagnolo che per affrontare la crisi era rifugiato sulle montagne catalane a praticare la pastorizia. Mentre mi rammaricavo in cuor mio di non padroneggiare il castellano abbastanza bene da discutere di politica usando termini appropriati, lui mi ha guardato negli occhi e ha tuonato: "... perché io sono repubblicano!" Subito non ho capito l'enfasi ma, mezzo secondo dopo, mi sono ricordata che la Spagna è una monarchia e che laggiù i valori repubblicani hanno un sapore più forte di quanto non sia quaggiù anche perché l'esperienza repubblicana spagnola è stata soffocata nel sangue dalla dittatura franchista.



Affinchè una delle date più importanti della nostra storia non si riduca ad un packaging, la laicità dello Stato sia pienamente praticata e intolleranza e integralismo restino estranei alla società civile.




13 commenti:

  1. Risposte
    1. troppo spesso la toponomastica usa soggetti religiosi e troppo raramente quelli laici della società civile

      Elimina
  2. Anche la nostra democrazia è stata soffocata nel sangue per vent'anni. Eppure ora lo spirito di democrazia è intiepidito come un cappuccino ed un cornetto ai quali, evidentemente, ci siamo abituati e che, altrettanto evidentemente, ci bastano.
    Bel post davvero, che rilancia (e chi rilancia merita sempre). :)

    RispondiElimina
  3. Il rischio dell'integralismo c'è sempre. Ma auguriamoci di saperlo tenere a bada.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo con te, ma come la storia ci ha insegnato, l'augurio non basta

      Elimina
  4. Bel post, indice di un'intelligenza nervosa e pronto acume...
    Molto felice di averti incontrato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il piacere è tutto mio di leggerti qui.

      Elimina
  5. Giusto averlo ricordato! Sei stata una grande ad averlo fatto.

    RispondiElimina
  6. Toponomastica fantastica, ma la mia preferita è quella cantata dagli Offlaga Disco Pax in Robespierre. Se non ve la ricordate,
    qui il magnifico video.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come dimenticare quella fantastica toponomastica!
      Guarda questo video, sigla ufficiale del festival NO Dal Molin del 2009, liberamente ispirato a Robespierre
      http://youtu.be/FpRFpfo9Psc

      Elimina