venerdì 13 gennaio 2017

Vicenza si solleva


Sullo stesso campo del primo tendone No Dal Molin, (16 gennaio 2007 dal sì di Prodi alla nuova base Usa a Vicenza), a 10 anni di distanza, un tendone può tornare a essere la casa di una comunità in lotta.

Così, chi è ancora alla ricerca di un'altra Vicenza, chi vuole continuare a “difendere la terra per un futuro senza basi di guerra”, senza cemento, senza inquinamento, senza razzismi e senza fascismi, 
chi si è rassegnato ma non si è fermato, ... ha un buon motivo per tornare - tra il 12 e il 27 gennaio 2017 - al tendone del Presidio No Dal Molin (riscaldato!), a Ponte Marchese a Vicenza



Il programma completo delle giornate fino al 27 gennaio si trova qui
Altre info e aggiornamenti su www.nodalmolin.it.

15 giorni di assemblee, convegni e iniziative perché siamo ancora in cammino verso una società che ripudia la guerra, dove al primo posto mettiamo la tutela della terra e la difesa dei beni comuni.
Vogliamo ancora lottare contro la voracità dei potenti che cura gli interessi di pochi, e costruire insieme un mondo diverso e migliore.
Vicenza non è un’eccezione nel consumo del suolo e nella predazione delle risorse.
Dalla Tav alla Pedemontana, dalla Valdastico Sud e Nord alle Grandi Navi, dai progetti di incenerimento dei rifiuti alle discariche, dalle cave all’inquinamento dell’acqua (Pfas), il territorio del nord-est è sottoposto alla continua cementificazione ed è divorato da piccole e grandi opere inutili e dannose, facili prede per le lobby del cemento e del capitalismo finanziario.
Nei 10 anni dall'inizio della battaglia contro il Dal Molin vorremmo costruire un momento di manifestazione e mobilitazione che metta insieme i nostri No!

Vogliamo che sabato 21 gennaio diventi la giornata in cui affermiamo, ancora una volta, il nostro amore per la terra in cui viviamo.
Vogliamo che i NO che abbiamo gridato negli ultimi dieci anni, e quelli precedenti a noi, i NO che emergono dalle paludi dei ricordi, dalle nebbie che respiriamo in queste terre di pianura, che sorgono sulle nostre colline e sulle montagne all'alba, che questi NO diventino un favoloso SI alla vita, liberi dal malaffare, dalle mafie, dalle ruberie dell'uomo sull'uomo e sull'ambiente.
Vogliamo affermare che dove non c'è terra non c'è vita.
L'alternativa esiste, bisogna saperla vedere.

lunedì 2 gennaio 2017

Così è nata l'Italia moderna

... era una precisa tecnica di governo al tempo della dominazione spagnola in Italia, questa di costringere i sudditi a convivere con leggi inapplicabili e di fatto inapplicate, restando sempre un poco fuori della legge: per poterli poi cogliere in fallo ogni volta che si voleva riscuotere da loro un contributo straordinario, o intimidirli, o trovare una giustificazione per nuove e più gravi irregolarità. Così è nata l'Italia moderna, nel Seicento: ma può essere forse motivo di conforto, per noi, sapere che il malcostume ci è venuto da fuori, e che è più recente di quanto comunemente si creda.

tratto da La Chimera di Sebastiano Vassalli

lunedì 5 dicembre 2016

La Costituzione più bella del Mondo


Fonte: Ministero dell'Interno

La Costituzione fu voluta così - con garanzie e contrappesi - da persone sagge appena uscite dal fascismo. Il cui obiettivo principale dunque era non solo garantire la democrazia a venire, ma anche evitare nuovi caudilli, nuovi accentratori con velleità autocratiche. Indebolirla adesso - mentre le democrazie sono in crisi e il mondo pullula di Trump, Putin, Le Pen ed Erdogan - sarebbe stata una grande sciocchezza. Abbiamo evitato di farla.
Liberamente tratto da: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/12/05/forse-non-bisognava-soffiare/

sabato 22 ottobre 2016

Sette anni

Dal blog di George: http://esseregeorgeminkiovic.blogspot.it/2016/10/sette-anni-dalla-morte-di-stefano.html

oggi, 22 ottobre è l’anniversario della morte di mio fratello Stefano.
Qui un video per il memorial in suo ricordo.



Dopo sette anni inizia per noi un nuovo percorso di verità e giustizia. Sappiamo che non sarà facile, ma anche che non siamo e non saremo soli.
Grazie,
Ilaria

PER FIRMARE QUI

giovedì 13 ottobre 2016

Ho visto un re

brano musicale composto da Dario Fo, fu censurato dalla Rai che vietò a Jannacci di presentarla alla finale di Canzonissima del 1968.

E sempre allegri bisogna stare... è arrivata l'ora di smettere di stare allegri e iniziare a far piangere il re e tutta la sua compagnia.



da Canzoni contro la guerra

Dai dai, conta su...ah be, sì be...
- Ho visto un re.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un re!
- Ah, beh; sì, beh.
- Un re che piangeva seduto sulla sella
piangeva tante lacrime, ma tante che
bagnava anche il cavallo!
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- È l'imperatore che gli ha portato via
un bel castello...
- Ohi che baloss!
- ...di trentadue che lui ne ha.
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un vesc.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un vescovo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Anche lui, lui, piangeva, faceva
un gran baccano, mordeva anche una mano.
- La mano di chi?
- La mano del sacrestano!
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
- è il cardinale che gli ha portato via
un'abbazia...
- Oh poer crist!
- ...di trentadue che lui ne ha.
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un ric.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un ricco! Un sciur!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il tapino lacrimava su un calice di vino
ed ogni go-, ed ogni goccia andava...
- Deren't al vin?
- Sì, che tutto l'annacquava!
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il vescovo, il re, l'imperatore
l'han mezzo rovinato
gli han portato via
tre case e un caseggiato
di trentadue che lui ne ha.
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho vist un villan.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Un contadino!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il vescovo, il re, il ricco, l'imperatore,
persino il cardinale, l'han mezzo rovinato
gli han portato via:
la casa
il cascinale
la mucca
il violino
la scatola di scacchi
la radio a transistor
i dischi di Little Tony
la moglie!
- E po`, cus'è?
- Un figlio militare
gli hanno ammazzato anche il maiale...
- Pover purscel!
- Nel senso del maiale...
- Ah, beh; sì, beh.
- Ma lui no, lui, non piangeva, anzi: ridacchiava!
Ah! Ah! Ah!
- Sa l'è, matt?
- No!
- Il fatto è che noi villan...
Noi villan...
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!