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venerdì 5 giugno 2026

Cooperazione e dialogo

Hobbes e Confucio; competizione o cooperazione? Il professor Fabio Massimo Parenti - sinologo, docente di Geoeconomia e Geopolitica alla China Foreign Affairs University di Pechino - va alle radici del confronto tra Stati Uniti e Cina.

l confronto tra Stati Uniti e China si radica in una storia di pensiero e filosofia che risale a secoli fa, come evidenziato dal professor Fabio Massimo Parenti, sinologo e docente di Geoeconomia e Geopolitica alla China Foreign Affairs University di Pechino. Le due potenze rappresentano visioni del mondo profondamente diverse, influenzate da due figure emblematiche: Thomas Hobbes e Confucio. Hobbes, con la sua concezione di un mondo dominato dalla competizione e dalla forza, si contrappone all'approccio cooperativo e relazionale di Confucio, che ha plasmato la diplomazia cinese attraverso il dialogo e il commercio.

Secondo Parenti, la rivalità attuale tra Stati Uniti e China non è solo una questione economica, ma affonda le radici in differenti antropologie politiche. Mentre Hobbes concepiva l'individuo come isolato e in competizione per la sopravvivenza, Confucio promuoveva una visione collettivista, dove l'unità della comunità e la virtù dei governanti sono fondamentali. Questa dicotomia si riflette nelle attuali dinamiche internazionali, dove la China, forte della sua tradizione storica, sembra essere in grado di proporre un modello alternativo a quello occidentale, basato su principi di cooperazione e stabilità.

La rielaborazione del pensiero confuciano, secondo Parenti, si manifesta nella capacità della China di rispondere alle sfide globali senza ricorrere all'espansionismo militare. La China, infatti, sta completando un processo di decolonizzazione e si presenta come un esempio per altri paesi già decolonizzati, mentre gli Stati Uniti, in declino, cercano di mantenere un'egemonia che appare sempre più fragile. Questo scenario è aggravato da conflitti come quello in Ucraina e in Iran, che evidenziano la volontà di Washington di riaffermare il proprio dominio attraverso l'uso della forza.

Il professor Parenti sottolinea come il dialogo e la cooperazione possano rappresentare un terreno comune tra le due potenze, nonostante le loro differenze. La tradizione confuciana, che promuove l'armonia nella diversità, potrebbe servire da base per una nuova forma di relazioni internazionali, in cui le diversità culturali e storiche non siano motivo di conflitto, ma di arricchimento reciproco. La sfida sarà quella di trovare un equilibrio tra le visioni opposte di Hobbes e Confucio, in un contesto globale che si sta rapidamente trasformando verso un sistema multipolare.

Fonte

Approfondimenti:

https://giubberossenews.it/?s=fabio+massimo+parenti

LA CINA NON SI USA: la sfida globale tra Cina e USA