mercoledì 17 giugno 2020

Ieri partigiani, oggi antifascisti. Manifestazione a Vicenza, Giovedi 18 Giugno ore 21.00 P.zza Castello

Primi in Italia. A Vicenza non c’è più la clausola antifascista – ha scritto il Giovine assessore su Facebook -. Nella nostra città non ci si dovrà più dichiarare antifascisti per occupare il suolo pubblico. Approvato il nuovo regolamento Cosap...
Domani gli antifascisti manifesteranno nella città medaglia d'oro per la Resistenza - ieri partigiani, oggi antifascisti!
Vicenza risulta essere l'unica città d'Italia che, in luogo del Gonfalone, detiene la Bandiera Nazionale decorata con ben due Medaglie d'Oro al Valore Militare (M.O.V.M.).
La prima fu concessa il 19 ottobre 1866 dal Re Vittorio Emanuele II "per la strenua difesa fatta dai cittadini contro l'irruente nemico nel maggio e giugno 1848", mentre l' 11 marzo 1995 il Presidente della Repubblica Oscar
Luigi Scalfaro, su proposta del Ministro della Difesa, consegnava la seconda massima ricompensa al Valor Militare, con la seguente motivazione:
Comune di Vicenza. Già insignita della massima onorificenza al valor militare per la strenua difesa opposta agli austriaci nel maggio-giugno 1848, la città non si smentì mai, nel corso di due guerre mondiali, le sue elevate tradizioni di virtù patriottiche, militari e civili.
Nel periodo della lotta di liberazione occupata dalle truppe tedesche, costituì subito, fra le sue mura, il primo comitato di resistenza della regione veneta, che irradiò poi, in tutta la provincia ed oltre, quella trama di intese e di cospirazioni che furono le necessarie premesse di successive e brillanti operazioni militari.
Le sue case, i suoi colli, le sue valli servirono allora da rifugio ai suoi figli migliori che, da uomini liberi, operarono per la riscossa e che, braccati e decimati da feroci rappresaglie, sempre tornarono ad aggredire il nemico, arrecando ingenti danni alle sue essenziali vie di comunicazione ed alla sua organizzazione, logistica e di comando.
I primi nuclei partigiani e dei G.A.P., operanti in città, e, in seguito, le numerose brigate delle divisioni "Vicenza", "Garemi", e "Ortigara", gareggiarono in audacia e valore, pagando un largo tributo di sangue alla causa della liberazione, mentre gran parte della popolazione subiva minacce, deportazioni, torture e morte e centinaia di altri suoi cittadini in divisa combattevano all'estero, per la liberazione di altri paesi d' Europa.
Benchè davastata dai bombardamenti aerei, che causarono oltre 500 vittime e che d'altrettante straziarono le carni, mutilata nei suoi insigni monumenti, offesa nei suoi sentimenti più nobili, la città mai si arrese al terrore tedesco, ma tenne sempre alta la fiaccola della fede nel destino di una Patria finalmente redenta.
10 settembre 1943 - 28 aprile 1945
(Estratto dalla G.U. del 24 novembre 1994 n. 275)

Vicenza è Antifascista! Manifestazione a Vicenza, Giovedi 18 Giugno
Vicenza prima in Italia a togliere la clausola antifascista? Il sorriso beffardo di Silvio Giovine, che ne festeggia la rimozione, la dice lunga su come la maggioranza che abita gli scranni di Palazzo Trissino intenda portare rispetto alla storia della Resistenza ed ai martiri della nostra città.
Non ci aspettavamo nulla di diverso, la maschera disegnata in campagna elettorale ci aveva messo poco a sgretolarsi, dalla lotta ai poveri ed alle passeggiate a braccetto dei neofascisti magari ora travestitesi da mascherine tricolori (leggi casapound e soci) fino all’insediamento dell’ufficio personale di Naclerio nel comando dei Vigili Urbani. (lo scandalo dei post fascisti e i due consiglieri che si dovevano dimettere)
Nel momento in cui Trump dichiara che gli antifa sono un movimento terrorista capiamo perfettamente la voglia dei sui seguaci nostrani di mettere all’angolo definitivamente la sconfitta storica del ’45 che ancora brucia. Chiaramente, vi diciamo che, come un tempo, ai nostri posti ci troverete e che se ieri eravamo partigiani oggi siamo antifascisti.
Abbiamo ancora negli occhi la piazza meticcia di sabato scorso a Vicenza , un mare di giovanissim* che urlavano “We can’t breathe, No justice, No Peace”, una piazza che ha spiegato di non essere più disponibile a sopportare il razzismo strisciante che accompagna il vostro mondo fatto di diseguaglianze razziali, di genere e sociali. Per questo riprenderemo nuovamente le strade di Vicenza per dichiarare la nostra indignazione e la nostra rabbia gridando con forza che, alla faccia di chi la governa, Vicenza era, è e sarà sempre Antifascista. 
Corteo da P.zza Castello Giovedi 18 Giugno ore 21.00

assessore

17 commenti:

  1. Aderisco anche io, virtualmente alla manifestazione, sopreso perché non sia stata la mia città a farlo per prima (ma siamo vicini, quindi sappiamo bene con chi abbiamo a che fare ... da anni). Bisogna fermarli in tempo!
    p.s.
    non vedo le foto che hai messo, è un mio problema o di tutti?

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    1. Anche qui siamo tutti sorpresi di come abbiamo scavalcato a destra la tua città e non siamo felici di essere un brutto precedente. Spero che adesso le foto si vedano

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    2. Sì, le foto si vedono ora... e già! Già, già, già!

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    3. Comunque ben fatto, bisogna fermali subito!
      p.s.
      anche la mia città è medaglia d'oro dell Resistenza, sembra incredibile, ma è così.

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  2. Non bisogna mai restare in silenzio, contro la deriva fascista e razzista.
    Saluti a presto.

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    1. Domani sentiranno la chiara e forte, la voce degli antifasciti!

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  3. Brutti tempi. Bisogna reagire e fare sentire che l'antifascismo su cui è nata questa Repubblica è vivo.

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  4. Che pena vedere molte città con un illustre passato, in cui donne e uomini si sono battuti contro il regime, amministrate dai nuovi barbari. Una delibera comunale è carta straccia se va contro la Costituzione, e la carta costituzionale è antifascista fino al midollo.

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  5. Purtroppo il morbo Fascista avanza in tutta la nostra penisola, ma la colpa non diamola ai vergognosi nostalgici ma alla ignoranza dei tanti italioti che votano per una Destra cialtrona.
    Ciao fulvio

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    1. Concordo; "domani" potranno chiederci cosa abbiamo fatto per fermare la deriva fascista, come noi l'abbiamo chiesto ai nostri nonni... voglio avere la risposta che diedero i partigiani.

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  6. Stiamo attenti ragazzi, questa è brutta gente...

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